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Lun, Set

Emissioni odorigene, Legambiente Taranto scrive a Regione e ad Arpa

Emissioni odorigene, Legambiente Taranto scrive a Regione e ad Arpa

Ambiente

L’associazione chiede di attivare a Taranto una rete di monitoraggio delle emissioni odorigene ed un laboratorio olfattivo

Attivare a Taranto una rete di monitoraggio delle emissioni odorigene ed un laboratorio olfattivo. Questa la richiesta di Legambiente Taranto che lo scorso 7 gennaio ha scritto al governatore Emiliano e al direttore Generale di Arpa Puglia Vito Bruno con l’obiettivo di “rimuovere o, quantomeno, minimizzare il fenomeno, prevedendo forme di partecipazione attiva della cittadinanza e modalità di comunicazione coinvolgenti e trasparenti”.

“Anche nell'anno che si è appena concluso, più volte si sono ripetuti a Taranto episodi di emissioni odorigene, indicatrici di ambienti insalubri, che hanno provocato forti fastidi (bruciori, gonfiori, nausea, mal di testa) e suscitato allarme tra i cittadini. – spiega l’associazione - Non si tratta di fatti eccezionali, ma di fenomeni che si ripetono con una certa frequenza e risultano addebitabili agli impianti presenti nell'area industriale del capoluogo jonico, in primo luogo allo stabilimento ENI”.

“Nella nota, firmata da Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, e Lunetta Franco, presidente Legambiente Taranto,- aggiunge l’associazione - si ricorda che, negli anni passati, Arpa Puglia ha portato avanti un progetto sperimentale di monitoraggio in tempo reale delle emissioni odorigene nella città di Taranto attraverso il sistema Odortel che ha  permesso di ottenere informazioni su dimensione e distribuzione del fenomeno, informazioni che hanno costituito un valido supporto per l'autorità di controllo, contribuendo ad individuare le sorgenti emissive. Il progetto, non più attivo, si caratterizzava in termini fortemente innovativi, quale esempio di citizen science, - precisa Legambiente - per l'ampio coinvolgimento di cittadini che, volontariamente, segnalavano i fenomeni secondo modalità prestabilite e per un approccio trasparente e amichevole nel rapporto tra istituzioni e cittadini, che venivano puntualmente informati, attraverso aggiornamenti email e incontri periodici, degli esiti delle attività di monitoraggio conseguenti alle loro segnalazioni”. 

Dunque la richiesta da parte di Legambiente per dotare il capoluogo jonico di “strumenti specifici per la rilevazione ed il contrasto delle emissioni odorigene”.