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Sab, Feb

Taranto, istituito l’Ecomuseo Palude la Vela e Mar Piccolo

Taranto, istituito l’Ecomuseo Palude la Vela e Mar Piccolo

Ambiente

Un ecomuseo che vede nel mare e nei simboli del territorio la sua forza. Melucci: “Un percorso che ha preso forma e in cui ho creduto fortemente”

Presto al via a Taranto dell’Ecomuseo Palude la Vela e Mar Piccolo. Avviato inoltre l’iter per il riconoscimento di Ecopamar quale ecomuseo di interesse regionale. 

“Ho creduto fortemente e sin dal principio nelle potenzialità della riserva - commenta il sindaco Melucci - spingendo per l’accelerazione del percorso di valorizzazione che ha preso forma e vigore proprio con la istituzionalizzazione dell’ecomuseo, ho seguito i lavori dell’assessorato all’ Ambiente che duramente si è impegnato per raggiungere gli obiettivi fissati”.

“Siamo soddisfatti - interviene l’assessore Francesca Viggiano - per aver messo a frutto il lavoro compiuto dall’ente e dagli altri partner negli ultimi tre anni; un processo avviato con lungimiranza dall’allora assessore Vincenzo Di Gregorio che ha creduto con passione nelle potenzialità della Palude La Vela e ha dato inizio ad una partnership con  il WWF, quale “Soggetto Responsabile” del progetto e ad altri soggetti del Terzo settore (Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali/Dipartimento di Biologia/Centro di Esperienza in Educazione ambientale dell'Università di Bari, ARPEC Puglia, ASD Cinofila Nazionale Balto e Togo, Environmental Surveys S. r. l., GreenRope, Xscape, Rarovet). Quel percorso di protezione dell’ambiente – prosegue - si è poi trasformato in un vero e proprio progetto di sviluppo in cui la natura e l’ecosistema divengono museo di sé stessi, un luogo in cui i fenicotteri, vero simbolo della Palude, divengono immagine di una Taranto che comprende le proprie potenzialità e le trasforma in vera ricchezza”.

Eco.Pa.Mar. ha sperimentato ed attestato gli ottimi risultati ottenuti grazie alla compresenza, accanto al WWF Taranto Onlus e al Comune di Taranto, di due dipartimenti e un Centro di Esperienza in Educazione ambientale dell’Università di Bari, un’Associazione culturale di ricerca su città e territori, una Fondazione privata, varie associazioni cinofile, ambientaliste, di protezione civile, protese verso obiettivi diversificati, ma accomunati dal rispetto per la natura, per gli animali, per la ricerca di un filo conduttore che riporti l’uomo al suo primigenio rapporto col territorio, facendo emergere l’identità della comunità locale al fine di riavviare un vero e proprio processo di tutela del territorio e delle sue risorse materiali e immateriali e di valorizzazione culturale e socio-economica.

“Voglio ringraziare  - continua Viggiano - il Direttore Marco Dadamo, vera e propria eccellenza, la Dott.ssa Angela Ferilli, responsabile del progetto, il Dott. Carmine Pisano e tutti gli amici del WWF Taranto e delle altre associazioni ed enti, con i quali abbiamo lavorato gomito a gomito per portare avanti questo progetto di rinascita, sono stati quanto di più prezioso possa aspirare di avere accanto un amministratore che crede visceralmente nelle potenzialità del proprio territorio”.

Lo stesso logo è stato pensato considerando i punti di forza del territorio, il fenicottero fa bella, i seni del Mar Piccolo che disegnano un otto rovesciato, simbolo dell’infinito.

“Chi crede in Taranto - conclude l’assessore - e nella sua naturale ricchezza sarà rapito dall’ecomuseo con cui intendiamo promuovere la valorizzazione del Mar Piccolo attraverso azioni di fruizione sociale e turistica dell’ambiente, per assicurare in forma permanente sul territorio comunale di Taranto, con la partecipazione della popolazione, le funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, sia materiale che immateriale rappresentativo di questo ambiente e dei modi di vita che qui si sono succeduti”.