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Gio, Ago

Arpa: “Dati Peacelink corretti, improprio il confronto”

Arpa: “Dati Peacelink corretti, improprio il confronto”

Ambiente

L'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente interviene in merito ai dati sull'inquinamento diffusi qualche giorno fa dall'associazione ambientalista

L'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente fa delle precisazioni in riferimento alla pubblicazione sul sito dell’associazione ambientalista Peacelink dei dati sulle concentrazioni in aria di IPA , benzene e altri inquinanti registrati nella centralina di monitoraggio della qualità dell’aria in area Cokeria dello stabilimento AM Italia e nella centralina Tamburi-Via Orsini. Si legge nella relazione Arpa: “Per quanto riguarda la tabella pubblicata da Peacelink sugli incrementi di concentrazioni di inquinanti rilevati dalla centralina di qualità dell’aria della rete ex ILVA, collocata nel sito denominato “Cokeria”, che confronta il periodo gennaio-febbraio 2018 con gli stessi mesi del 2019 in termini percentuali, si può commentare quanto segue. 1. I valori di concentrazione pubblicati come mediane dei periodi bimestrali gennaio- febbraio dei due anni 2018 e 2019, ed i relativi incrementi, risultano corretti, in quanto ricavati dai dati pubblicati giornalmente da Arpa Puglia sul proprio sito, derivanti dalla validazione della rete ex ILVA oltre che della rete regionale di qualità dell’aria. Ciò, ad eccezione delle concentrazioni di benzene: sia i valori che l’incremento per il benzene risultano, in effetti, molto minori di quanto pubblicato da Peacelink, che ha riportato invece un incremento del 160%. Non appare, comunque, condivisibile il calcolo della mediana, essendo tutti i limiti normativi riferiti alla media aritmetica delle concentrazioni rilevate in un dato periodo su base media giornaliera o annuale. Si è rilevato, inoltre, che i dati medi giornalieri di benzene che si visualizzano sul software Omniscope non corrispondono a quelli effettivi e ufficiali rilevati da Arpa per mezzo delle stesse centraline di qualità dell’aria per l’intera rete Ilva, ma risultano superiori per ogni centralina di un ordine di grandezza (risultano cioè moltiplicati per un fattore di 10); ciò ha verosimilmente comportato una sovrastima delle concentrazioni”.
Arpa rileva comunque che “il sensibile miglioramento della qualità dell’aria nel quartiere Tamburi, in relazione alle emissioni inquinanti del limitrofo impianto siderurgico, sia legato certamente allo stato di parziale attivazione degli impianti, molti dei quali sono tuttora in fermata per adeguamenti o manutenzioni, e al conseguente minore volume di produzione rispetto al massimo volume annuo autorizzato dall’AIA (8 milioni di tonnellate di acciaio)”. Inoltre, l’'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente ha evidenziato più volte come risulti, tuttora, rilevante il contributo delle emissioni di inquinanti da parte dell’impianto siderurgico nelle concentrazioni rilevate nei quartieri limitrofi all’area industriale, in particolare durante i cosiddetti “wind-days”, e come il rispetto dei limiti normativi europei della qualità dell’aria, nelle stesse zone, non garantisca in alcun modo l’assenza di effetti lesivi sulla salute della popolazione.