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Gio, Lug

Comitato “NIOBE”: “Ospedali Pediatrici nelle zone inquinate d’Italia”

Comitato “NIOBE”: “Ospedali Pediatrici nelle zone inquinate d’Italia”

Ambiente

Ricordare le piccole vittime dell’inquinamento e dotare il territorio di strutture pediatriche idonee. Queste in sintesi le richieste da parte dei genitori del Comitato “NIOBE” quest’oggi alla Camera dei Deputati

Ricordare le piccole vittime dell’inquinamento e dotare il territorio di strutture pediatriche idonee. Queste in sintesi le richieste da parte dei genitori del Comitato “NIOBE” quest’oggi alla Camera dei Deputati. Carla Luccarelli mamma di Giorgio, Francesca Summa mamma di Syria, Donatella Saraceno mamma di Irene, Mauro Zaratta papà di Lollo e Cosimo Gori papà di Francesco, dopo aver illustrato le problematiche affrontate e vissute a seguito delle patologie contratte dai propri figli hanno presentato le finalità del Comitato, i progetti per la creazione di una rete di supporto da attuare nel territorio nazionale ed, inoltre, hanno espresso specifiche richieste al ministro della Salute.

Il comitato "NIOBE" nasce con l'obiettivo di accogliere tutti i genitori presenti sul territorio nazionale con la volontà di unire, tra di loro, le famiglie che hanno subito la perdita di un figlio per patologie riconducibili all'inquinamento, e far proprie le istanze di tutti i genitori da veicolare alle Istituzioni tramite un canale preferenziale attraverso il quale dialogare e potersi relazionare, inoltre, che si trovano a dover affrontare i percorsi a noi già noti.

“Chiediamo che nelle zone più inquinate d'Italia vengano realizzati, sin da subito, Ospedali Pediatrici, realmente capaci di far fronte alle varie patologie alle quali i nostri figli, vero patrimonio della nostra Nazione, sono costretti a subire. – hanno spiegato dal Comitato - Solo a Taranto, ad esempio, a fronte di 40 bambini in cura ci sono solo 3 posti letto nell'oncoematologia pediatrica del SS Annunziata. Non è giusto che, oggi, proprio per la carenza di strutture di tal genere, i nostri figli, assieme alle loro famiglie, siano costretti a migrare in cerca di strutture sanitarie migliori”.

Dunque “un potenziamento delle strutture sanitarie esistenti, tramite una loro riqualificazione, che passi attraverso un incremento delle risorse professionali già presenti, ed un centro di ricerca, finanziato con appositi fondi, al fine di rendere più efficaci i protocolli di cura per le patologie riscontrate”.

Nel frattempo il comitato sta realizzando una rete che coinvolga l'intero territorio nazionale “per provvedere alla sistemazione logistica delle famiglie meno abbienti, costrette ai "viaggi della speranza" per patologie dei loro figli connesse all'inquinamento, al fine di garantire ai genitori la possibilità di poter stare al fianco dei propri piccoli angeli, concentrandosi esclusivamente su di loro”.

Necessario infine secondo gli attivisti che le coppie desiderose di mettere al mondo un figlio nelle città e nei siti maggiormente inquinati, “siano sottoposte gratuitamente ad esami genetici accurati, al fine di conoscere eventuali problematiche che potrebbero trasmettere al loro bambino”. Ricordare infine le vittime dell'inquinamento, concludono i genitori,  istituendo il 25 Gennaio, giorno della scomparsa del piccolo Giorgio Di Ponzio, giorno di lutto nazionale.