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Gio, Giu

Più Viale del Tramonto di così

Più Viale del Tramonto di così

Ambiente

A San Vito, come in tante altre zone di Taranto, avanza l'ecologia del brutto e dello sporco. Complice una politica inoperosa, preoccupata più a costruire giunte di cui non frega niente a nessuno che ad amministrare una comunità. Ricordano, questi statisti del menga, una vecchia definizione di Leo Longanesi: "I nostri governanti sono dei buoni a nulla, ma capacissimi di tutto..."

La strada in questione non poteva che chiamarsi “Viale del tramonto”. Nomen omen, è proprio il caso di dire. Difficile dare torto ai latini e alle loro indovinate – e spesso caustiche - locuzioni linguistiche. A San Vito, cioè a Taranto, il senso civico è un optional. L’orizzonte mai accarezzato, nei fatti inaccessibile, di una certa idea di bene comune. Della valorizzazione, in egual modo, di spazi privati e luoghi pubblici. La nostra tara storica risiede proprio in questo interstizio logico e culturale, così come le differenze con altre aree del Paese si alimentano attraverso la prassi sgraziata del concetto di decoro urbano. C’è una Questione Meridionale che è tutt’uno, una cosa sola con l’ecologia del brutto e dello sporco. Teniamo cosi tanto al soggiorno di casa, al fatto che chi dovesse venire a trovarci lo consideri il più bello di quelli mai visti, ma disprezziamo con noncuranza e lassismo la piazza del quartiere dove abitiamo, la strada che percorriamo ogni giorno, la villetta dove portiamo a giocare i nostri figli. Impreziosiamo con civetteria l’intimo abitativo perché non sappiamo più riconoscerci nell’agora collettiva, disconosciamo una dimensione plurale del nostro essere individualità interrelate. Con queste premesse, le nostre comunità saranno popolate sempre più da tante, infinite “Viale del Tramonto”. Complice una politica inadeguata, preoccupata più a conservare un potere impossibilitata nei fatti ad esercitare, a costruire giunte di cui nessuno avverte il bisogno, ad allargare maggioranze che sono – e rimarranno – minoranze progettuali, è il concetto stesso di comunità che rischia di disperdersi. Per i nostri governanti – locali e non – vale quanto detto una volta da Leo Longanesi: “Sono dei buoni a nulla, ma capacissimi di tutto…”. L’estate è alle porte, chi di dovere provveda a far pulire una delle aree più belle della città. Non serve aver nominato prima un assessore per riuscire nel proposito.