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Mer, Set

Legambiente Taranto: rifiuti doppi al Mar Piccolo

Legambiente Taranto: rifiuti doppi al Mar Piccolo

Ambiente

Una mole incredibile di rifiuti in mare rispetto alla si chiede un intervento urgente. Riportiamo integralmente la nota a firma dell’associazione

Per l'indagine Beach Litter 2019 di Legambiente, che presenta anche quest'anno una situazione critica per molti arenili italiani (su 93 spiagge monitorate, per un totale di circa 400mila metri quadri, pari a quasi 60 campi di calcio, sono stati trovati una media di 968 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia), siamo tornati nei giorni scorsi sulle sponde del Mar Piccolo di Taranto, in corrispondenza della Pineta Cimino, dove abbiamo contato quest'anno 1535 rifiuti  in 100 metri, pari a oltre 15 rifiuti per ogni metro.

L'anno scorso  ne avevamo contati 761, pari a 7 rifiuti e mezzo al metro. I fatti dicono che, al di là di annunci e protocolli,   sulle sponde del Mar piccolo la "monnezza" non lascia, ma raddoppia!

Il  mare ci restituisce quello che gli abbiamo "regalato": una montagna di rifiuti in cui la plastica, materiale non degradabile per eccellenza,  è la padrona assoluta delle spiagge del Mar Piccolo, rappresentando il 93,5% di tutti i rifiuti trovati; il resto è costituito da metallo, con il 2,4%, legno, con il 3,4%, e gomma, con lo 0,7%.

Nella gara a chi arriva primo vincono, tra i rifiuti trovati a Mar Piccolo, le reti utilizzate in mitilicultura, intere o in pezzi, solitarie o aggrovigliate in inestricabili nodi, pari al 49,5% del totale, praticamente uno su due.

Assente invece, nel tratto monitorato, l'usa e getta (piatti, bicchieri, posate, cannucce) compreso nella recente direttiva Europea sulla plastica monouso; il motivo è facilmente individuabile: alla spiaggetta di Cimino nessuno va a prendere il sole o a fare il bagno e quello che la ricopre non viene abbandonato da bagnanti, ma è costituito solo da ciò che viene depositato dal mare che, in questo caso, coincide per buona parte con i rifiuti delle attività di pesca e mitilicoltura.

Ecco l'elenco dei "regali" che il Mar Piccolo ci ha restituito: 3 telai di ruota, di bicicletta o di auto, in gomma , 7 altri pezzi di gomma, 1 cassetta di legno, 52 pezzi di legno, 35 lattine in metallo per bevande, 1 rottame in metallo, 1 rete metallica

E poi la plastica, tanta, tantissima plastica: 138 bottiglie e contenitori per bevande, 33 altri contenitori (barili, bidoni, fusti, secchi), 7 contenitori di olio motore, 63 cassette, scatole e ceste, 4 guanti, 760 reti o pezzi di rete, calze, sacchi per mitilicultura, 185 cime e corde,       5 boe e galleggianti per reti da pesca, 90 pezzi di plastica, 150 pezzi di polistirolo.

Una mole incredibile alla luce della quale, anche a Taranto appare urgente prevenire la dispersione in mare delle reti di mitilicoltura in plastica, attraverso la sensibilizzazione, il controllo degli operatori economici, la gestione a terra (con un'efficace raccolta ed un corretto smaltimento), promuovendo e sperimentando l'utilizzo di materiali biodegradabili o comunque meno impattanti, e prevedendo un graduale abbandono delle reti di plastica secondo il modello virtuoso già attuato con gli shopper.