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Lun, Mar

Ospedale “Moscati”, quando l’attesa diventa ardua

Ospedale “Moscati”, quando l’attesa al Cup diventa ardua

Attualità

Al di là di una “gabbia”, in uno stanzone adibito all’esterno ed esposto alle intemperie. Questa sarebbe l’innovativa sala d’attesa  del nosocomio cittadino rivolta a coloro in fila per il Cup

Una situazione paradossale quella denunciata da alcuni cittadini del capoluogo jonico. Da alcuni giorni infatti, sembrano essere mutate le disposizioni per l’accesso allo sportello del Cup nell’ospedale “Moscati” di Taranto. I pazienti sarebbero costretti ad attendere al di fuori della struttura “ospiti” in una sala d’attesa piuttosto singolare. All’esterno adibite al di là di un cancello, alcune sedute utili a rendere i tempi della sanità più “sopportabili”, una soluzione fantasiosa (se non fumettistica) essendo il luogo esposto a condizioni climatiche anche proibitive e per nulla accogliente. Sin dal primo mattino quando la temperatura è ancora bassa, in diversi (anziani e bambini compresi), sarebbero obbligati ad accomodarsi in quella che appare poco più che una gabbia circense, attendendo pazientemente che il proprio numero, consegnato in ordine di arrivo dal vigilante dell’ospedale, sia quello successivo in chiamata. Oltre alla sventurata iattura delle code in gestione del cittadino medio e garantite dalla burocrazia, in sorte anche la molesta sensazione di assideramento e di straniamento. Numerosi, e fin troppo intuibili, i disagi lamentati e le proteste (corali) in direzione dell’unico referente possibile: il povero vigilante reo di dover dirigere l’insolito traffico e consegnare l’ardua ambasciata. Come mai (se è lecito) dalla direzione sono sopraggiunte direttive tanto stringenti foriere, comprensibilmente, di un’eco di dissensi? Attendiamo anche qui risposte.

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