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Mer, Ott

Jerusalema e marinai: tanto rumore per nulla

Jerusalema e marinai: tanto rumore per nulla

Attualità

Lasciamo l'indignazione a tematiche più serie, non si uccida il lato umano dell'individuo per una divisa

I fatti sono ormai noti. Il giuramento dei marinai all'interno della Scuola Sottufficiali di San Vito sembrava uno dei tanti, ma al termine della cerimonia la decisione di lasciarsi andare: e allora la tenente di vascello, con tanto di sciabola d'ordinanza, guida a ritmo i plotoni sulle note di "Jerusalema", pezzo spopolato in rete grazie anche a Tik Tok

Galeotto fu il video però. Perché il simpatico balletto, ripreso tempestivamente, viene subito diffuso nel web e diventa virale non solo in provincia ma anche nel resto d'Italia. E non suscita solamente benevolenza e approvazione. Qualcuno parla di "offesa alla divisa", altri commentano nostalgici "come si è ridotta la Marina", ma in generale è tanto il veleno vomitato dalle tastiere nazionali nei confronti, alla fin fine, di una delle manifestazioni più genuine e spontanee di felicità: la danza. 

Tutto questo vilipendio alla divisa, questo offendere il mos maiorum dei riti delle forze armate, noi, almeno, non lo cogliamo. Anche perché la cosa va contestualizzata: si parla di giovani che hanno vissuto, tra le varie limitazioni della vita militare, anche una pandemia globale che ha minato certezze e sconvolto le abitudini di tutto il mondo. Rilassarsi a passo di danza, anche con l'uniforme addosso, non ci sembra un'onta poi così grande

E invece la 'coreografa' del balletto rischia grosso: la Marina ha avviato un procedimento disciplinare, parlando di un comportamento "non consono e lesivo dell'immagine sua e della Forza armata", e accusando "di aver promosso e partecipato ad un evento deplorevole nella forma e nella sostanza". Si vocifera addirittura della 'consegna di rigore', la sanzione massima all'interno delle forze armate, che comporta una reclusione nel proprio alloggio militare per un massimo di quindici giorni. Una macchia che rischierebbe di compromettere una carriera.

Fortunatamente sono tante le manifestazioni di stima e apprezzamento che il balletto ha suscitato nell'opinione pubblica. Anche Roberto Saviano ha voluto dire la sua, prendendo le difese della tenente di vascello incriminata. "Chiedo al Comandante Giuseppe Cavo Dragone - ha scritto il giornalista napoletano - di smentire le voci punitive, dando una nota di encomio perché quella danza fatta in caserma ha raccontato l'umanità dei soldati".

E ancora: "Perché i fucili che fanno mulinello sì e la danza no? Quel tenente di vascello ha invece scelto di fare una coreografia elegante, in grado di completare nel simbolo ogni aspetto della pratica del marinaio".

Tanto rumore per nulla insomma, crediamo che l'indignazione serva per altre cose, ben più serie, e che ballare per ritrovare la serenità debba essere un diritto di tutti, anche di chi serve e difende la nostra nazione. 

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