Caro estinto, il bando non c’è

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Falso allarme! Non ancora pervenuto dal Comune il bando di gara per la costruzione del nuovo cimitero tarantino; si va avanti tra colpi di scena, denunce di illegalità in terra che, più che consacrata, appare scenario da Far West, regole obsolete o dimenticate, urne in viaggio, non cattolici senza diritto di cittadinanza neppure da defunti, controllori che chiudono un occhio (anzi entrambi), assenza di posti. La vertenza Taranto parte da qui!

Se c’è un settore economico che non fallirà mai è indubbiamente quello che attiene al “caro estinto”, che si tratti di esseri umani o dei nostri animali d’affezione. Ed è per questo che molti interessi, più o meno aperti, più o meno confessabili, ruotano spesso attorno alla costruzione di nuove ultime dimore o della gestione dell’esistente.
Non vogliamo apparire uccelli del malaugurio se riprendiamo il discorso del terzo cimitero del capoluogo jonico che, a breve, dovrebbe divenire una realtà e nella città dell’Ilva, sarà, lui si, un vero’ green cemetery’ con tutti i crismi prevedendo, tra l’altro, 3.886 metri quadri di aree verdi e 513 metri quadri di aree verdi attrezzate con fontane e sedute, per un importo di 9.382.389,98 euro disponibile per la costruzione dell’opera, che sorgerà in contrada Masserotti, in un’area di circa 107mila metri quadrati tra la Salina Piccola e la Salina Grande. Anche il nome ci riporta ai fasti dell’antica Magna Grecia, visto che è stato già individuato come “Parco cimiteriale Leonida di Taranto” . Il nome coincide con quello della Srl che avrà diritto di prelazione avendo proposto il progetto nel lontano 2011 in risposta ad un bando comunale del 2010, che consentiva proposte di lavori pubblici da realizzarsi con capitali privati. Inoltre, potremo cremare i nostri defunti, umani ed animali, grazie ad un impianto che oggi non esiste a Taranto e neanche in Basilicata e in Calabria, mentre in Puglia l’unico impianto per la cremazione è al cimitero di Bari.
Tutto bello? Tutto regolare? Probabilmente si. I misteri sono tanti.
Intanto non si comprende come mai una testata locale dia per già completato e pubblicato dal Comune il bando di gara per la costruzione del nuovo cimitero, dato che, a quanto è dato sapere, solo nei prossimi giorni si arriverà alla pubblicazione in linea con tutte le regole. E poi, arrivano anche la vibrata protesta e le richieste della categoria artigianale AssoMarmo che, per bocca del suo presidente nazionale, Federico Greco, domanda la convocazione immediata di una Conferenza di servizi prima della partenza dell’appalto comunale e, in caso contrario, minaccia di adire a tutte le vie legali. Greco pone, peraltro, dei seri quesiti al neoeletto sindaco del capoluogo jonico, visto che la passata gestione della materia da parte dell’Amministrazione locale ha lasciato molto a desiderare suscitando dubbi ed incongruenze fra gli addetti ai lavori. E in tutto questo bailamme, il settore degli artigiani lapidei già in sofferenza, rischia di vedere aggravata la crisi se non viene salvato applicando le leggi correttamente.
“Nulla da eccepire, viste le situazioni dei due cimiteri già esistenti (San Brunone e Santa Maria a Talsano) – puntualizza Greco - ma vorremmo immediatamente ricordare ai dirigenti comunali e al nuovo Sindaco, che la Regione Puglia nel Marzo 2015 ha emanato una nuova legge sulla conduzione cimiteriale e sul mondo del caro estinto, della quale il Comune non può non tener conto adeguando le regole dei partecipanti al mondo del caro estinto e non può pensare di appaltare un nuovo cimitero con un regolamento di fatto obsoleto. Inoltre dovrebbe, finalmente, mettere a pieno regime la Polizia Mortuaria.
In base alla legge Regionale 8 del 03/2015 si esaminano, ad esempio, i compiti delle Onoranze funebri che sono espliciti: preparare la documentazione occorrente e fornire il servizio per le esequie e gli arredi funebri. Vorremmo, inoltre, ricordare che le lapidi marmoree non sono arredi funebri ma “arredi cimiteriali” e quindi prodotti esclusivi del settore lapideo, ossia degli artigiani marmisti, che, tra l’altro, non possono assolutamente partecipare alle gestioni cimiteriali ( questo oramai da anni visto che il D.P.R. 285 del 1990 lo specifica) ”.
Ritornando all’ appalto del nuovo cimitero, il presidente di AssoMarmo chiede con fermezza di sapere “innanzitutto le figure che hanno partecipato ad acquistare i lotti in questione, poi le loro attività per appurare se vi siano titolari o semplici soci delle Onoranze funebri; e ancora, chi gestirà i forni crematori e quale impatto avranno sull’ ambiente tarantino, già martoriato da altre questioni ambientali”. Infine, andrebbero puntualizzati i compiti della Polizia Mortuaria che, secondo Greco, “ad oggi, permette purtroppo, una illegalità diffusa e prepotente”.
I Marmisti dichiarano di non poter più tollerare “la noncuranza e la superficialità con la quale il Comune di Taranto ha agito sino ad ora”, perché avrebbe portato il settore verso una crisi profonda che costringe a dover chiudere le loro attività.
Un’ultima nota, questa positiva, è che il progetto del “Leonida” dovrebbe garantire anche la possibilità di effettuare al suo interno le cerimonie religiose secondo i diversi riti ma non è dato sapere, al momento, se affronti e risolva il problema della carenza nella nostra regione di spazi per la sepoltura di defunti di religione islamica. Come evidenziato dal presidente della II Commissione regionale, Mino Borraccino, nell’ambito di una mozione, occorrerebbe individuare con urgenza delle aree da adibire alla sepoltura dei cittadini di fede musulmana, visto che in Puglia l’unico cimitero islamico presente, attrezzato per la sepoltura secondo i dettami dell'Islam, si trova a Gioia del Colle, e prevede per regolamento la sepoltura solo a chi è residente in provincia di Bari, non potendo accogliere tutte le richieste a causa di un numero limitato di posti. “Fornire questi servizi, rappresenta una forma di rispetto e accoglienza nei confronti di questa folta comunità, - chiarisce il consigliere – così come è importante implementare le figure dei mediatori culturali da affiancare alle famiglie musulmane per la gestione delle pratiche burocratiche nei momenti di estrema sofferenza”.
Insomma, tutto sommato, volenti o nolenti, si va avanti tra colpi di scena, denunce di illegalità in terra che, più che consacrata, appare scenario da Far west, regole obsolete o dimenticate, urne in viaggio, non cattolici senza diritto di cittadinanza neppure da defunti, controllori che chiudono un occhio (anzi entrambi); ci troviamo ad affrontare un argomento dove elementi di discussione ce ne sono parecchi ed una difficile situazione in cui chi ha subito un lutto, deve pure fare i conti con la cieca burocrazia e la mancanza dei posti, come testimoniano recenti proteste dei cittadini presso il camposanto talsanese. La vertenza Taranto parte da qui!

 

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