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Domenica, 22 Ottobre 2017
"Wind day. Libertà negate ai cittadini, un favore agli inquinatori". Domani dalle 10.30 alle 12.30 sit in di protesta, organizzato dai "Genitori Tarantini",  sotto la Prefettura

"Strutture sanitarie insicure"

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Carenza di personale, posto di polizia diventato "mobile", pochi vigilanti ed una opinabile razionalizzazione dell'offerta sanitaria: tutto questo determina la situazione attuale. Ad intervenire sull'inquietante fatto avvenuto martedì sera presso il SS. Annunziata la Uil e la Uil FP Taranto. Il sindacato chiede alla Direzione Generale dell'ASL un immediato intervento e al Prefetto di convocare urgentemente un vertice

"L’aggressione avvenuta al SS. Annunziata ha determinato la morte cerebrale di una paziente, trattenuta, probabilmente, molto oltre il dovuto; l’esiguità di personale sanitario nel corso dei periodi estivi è ai massimi livelli. Questo fatto non può più essere considerata evento sentinella, ma colloca, definitivamente, il nosocomio tarantino tra le situazioni ad altissimo rischio.Un evento che sorprende solo per la sua terribile crudezza, ma non giunge, sicuramente, inatteso, improvviso: le avvisaglie si erano abbondantemente manifestate in più circostanze. E’ necessario a questo punto ricordare i ripetuti episodi di aggressione fisica e verbale cui quotidianamente medici ed infermieri sono sottoposti, forse, perché unicamente colpevoli di lavorare presso il SS Annunziata. Risale ad alcune settimane fa un’altra aggressione ad una dottoressa del Pronto soccorso.
Abbiamo più volte ricordato alla direzione strategica della ASL, senza mai essere ascoltati, che la situazione del SS Annunziata soprattutto, è a dir poco esplosiva in quanto priva di qualsiasi forma di sicurezza che tuteli gli operatori.
Il posto di polizia da “fisso” è diventato “mobile” con orari di ufficio ed allocazione al di fuori del PS stesso, che a Taranto, come ovunque, rappresenta una “zona rossa ad alto rischio”. I vigilanti, anche loro carenti numericamente, nella migliore delle ipotesi svolgono un ruolo di mera portineria. Ritorna, e questa volta in forma drammatica, il tema delle carenze di personale e delle dissennate azione di razionalizzazione dell’offerta sanitaria, che oggi hanno toccato il loro punto di criticità massimo. La chiusura di reparti e di ospedali, l’aver trasformato in permanenti i piani sanitari estivi, i conclamati deficit di personale sanitario, adesso hanno un costo tangibile: la perdita di vite umane.
Spetta, ora, alla Direzione Generale assumere quei provvedimenti, questa volta anche a tutela dei propri dipendenti, che fino ad ora sono stato l’ultimo dei problemi della direzione strategica.
Questa volta, al di là dei risvolti di natura penale già all’attenzione degli inquirenti, non si potrà negare l’evidenza di una situazione sanitaria che, senza mezzi termini, abbiamo definito da terzo mondo, indegna di una comunità civile.
Ad oggi, tutte le sollecitazioni a vario titolo effettuate non hanno sortito gli effetti sperati, come le stesse misure straordinarie apprestate dal Governo, sia di beni strumentali che di risorse finanziarie per contratti a tempo determinato. Reiteriamo la richiesta di riorganizzare l’intero sistema sanitario, a partire dal ripristino integrale sia dei presidi di Polizia che di quelli di vigilanza all’interno degli stessi.
Invitiamo Il Prefetto di Taranto a convocare un immediato vertice alla presenza dei massimi rappresentanti istituzionali e dei rappresentanti dei lavoratori della Sanità jonica per varare, con immediatezza, le prime misure necessarie a tutela dell’incolumità dei pazienti e dei lavoratori della sanità".

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