BREAKING NEWS
Domenica, 25 Giugno 2017
TURNO DI BALLOTTAGGIO - Ore 12:00: affluenza alle urne nella città di Taranto 10,44%. Sette punti percentuali in meno rispetto al primo turno

Traffico illecito di rifiuti: 6 denunce

Cronaca
Typography

Società tarantina realizzava additivi non conformi alla norma per produrre bitume e materiale refrattario, utilizzando rifiuti speciali pericolosi. La società è riuscita ad ottenere contributi stanziati dal Mise e dalla Regione per 836.000 euro, bloccati per le indagini in corso. Sequestro per equivalente di beni e disponibilità finanziarie per quasi 400.000 euro

Militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Taranto hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, per un ammontare complessivo di 390 mila euro, nei confronti di una società con sede a Taranto esercente l’attività di fabbricazione di prodotti refrattari. Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, su richiesta della D.D.A. presso la Procura della Repubblica, consegue ad un’attività di polizia giudiziaria condotta in collaborazione con l’Ufficio delle Dogane di Taranto, che ha consentito di interrompere un traffico di rifiuti pericolosi posto in essere dal titolare di fatto della società, il quale, tramite prestanomi ed altre aziende a lui riconducibili, realizzava illecitamente additivi non conformi alla vigente normativa in materia, destinati alla produzione di bitumi e materiale refrattario. Gli investigatori hanno accertato che tali additivi, ottenuti mediante la miscelazione non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi, quali olii lubrificanti esausti, sostanze addensanti, pesticidi ed altri materiali solidi e liquidi di varia natura, venivano poi commercializzati sia sul territorio nazionale che all’estero, in Cina, Albania e India, mediante presentazione di false dichiarazioni doganali.Nel corso delle indagini, è inoltre emerso che la società indagata finanziava interamente l’illecita attività avvalendosi dell’artificiosa qualificazione dei mattoni e cementi refrattari come “prodotti industriali brevettati”, pur non avendo conseguito in realtà alcun brevetto di specie. Questo artifizio consentiva alla società di attingere ai contributi per l’innovazione tecnologica delle imprese stanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione Puglia, per complessivi in 836 mila euro, bloccati con l’avvio delle procedure di revoca in conseguenza delle indagini in atto. L’attività investigativa ha consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria sei persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, omessa denuncia di materie esplodenti, nonché di violazioni al D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico in materia ambientale), con particolare riferimento al traffico illecito di rifiuti; le indagini hanno inoltre portato al sequestro di 1.565 kg di sostanze liquide sospette da sottoporre ad analisi.

Fanizza Group Carglass