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L'impresa della droga: 11 arresti

Cronaca
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I Carabinieri della Compagnia di Massafra arrestano 11 persone per spaccio di stupefacenti e detenzione illegale di armi da fuoco. Indagini avviate dopo il triplice omicidio avvenuto sulla 106 dir il 17 marzo del 2014, in cui perse la vita anche un bambino di quattro anni

Eseguite nelle ultime ore undici ordinanze di custodia cautelare, nove in carcere e due ai domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi da fuoco.
L'operazione è stata portata a termine a Palagiano, Massafra e Taranto dai Carabinieri del Comando Compagnia di Massafra, coadiuvati nella fase esecutiva dai militari del Reparto Operativo e delle Compagnie del Comando Provinciale di Taranto, con il supporto di un elicottero del 6° Elinucleo Carabinieri Bari Palese e di unità cinofile antidroga ed anti-esplosivo del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno.
L’attività trae origine da una serie di approfondimenti investigativi successivi alla “Strage di Palagiano” del 17/3/2014, in cin perse la vita Cosimo Orlando, elemento di spicco della criminalità palagianese, dedito allo spaccio di stupefacenti nel territorio di quel centro, la sua compagna Carla Fornari ed il figlioletto di lei, Domenico Petruzzelli. Orlando, a seguito alla sua scarcerazione ed ammissione al regime di semilibertà, operava congiuntamente ad alcuni soggetti locali, primo tra tutti, il pregiudicato Roberto Petruzzelli. Le indagini, avviate nel mese di ottobre 2015 dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Massafra, si sono focalizzate, quindi, sul riassetto dei ruoli degli indagati dopo la strage, evidenziando il perdurare di una frenetica attività di spaccio al dettaglio, in cui Petruzzelli era divenuto il riscossore dei crediti vantati dal defunto capo del sodalizio, facendo anche ricorso a minacce con armi. Le investigazioni hanno accreditato che lo stesso si avvaleva del fattivo contribuito del fratello Agostino Petruzzelli (in quel frangente sottoposto ad una misura alternativa alla detenzione in carcere), nonché di alcuni giovani di Palagiano, gran parte dei quali già gravati da precedenti di polizia, tra cui i fratelli Giovanni e Domenico Schinaia, Giuseppe Carriero(sorvegliato speciale di P.S. con obbligo di soggiorno), Giovanni Piccione e Francesco Scarcia.
Le intercettazioni, l’escussione di persone informate sui fatti, come gli acquirenti ed i sequestri di sostanza stupefacente succedutisi nel tempo, hanno fatto emergere l’esistenza di una lucrosa attività di spaccio di hashish, marijuana, cocaina ed eroina, con epicentro a Palagiano.
Con l’arresto di Roberto Petruzzelli, avvenuto il 28/12/2015, la gestione dell’attività illecita passava nelle mani della sua convivente Dalila Favale che, come hanno dimostrato significative intercettazioni, aveva direttamente stabilito contatti con il fornitore Cristian Goffredo.
Dopo l'arresto del Petruzzelli, inoltre, si sono formati due gruppi distinti: il primo, con a capo la Favale, alle cui dipendenze vi erano Francesco Scarcia e Giuseppe Carriero, con canale di fornitura Goffredo; il secondo, organizzato da Agostino Petruzzelli, in cui operavano i fratelli Schinaia, Domenico Piccione, con canale di fornitura il tarantino Angelo Pascali.
L’attività di spaccio veniva portata avanti con "capacità imprenditoriale" e grazie ad una precisa organizzazione di ruoli e competenze dai fratelli Petruzzelli e dalla Favale con tariffari per la cessione a terzi e luoghi destinati al confezionamento della droga: per esempio un box in uso al nonno della Favale, del tutto ignaro, o le abitazioni della stessa e dei Petruzzelli.
Dall’attività tecnica è emerso, inoltre, che gli indagati facevano ricorso a frasi allusive per avanzare richieste di stupefacente o indicare il materiale atto al confezionamento dello stesso ovvero a termini convenzionali riferibili al tipo di droghe, come ad esempio il “servizio” o “la bianca" per indicare la cocaina o “le panette”, il “fumo ” e “Wan Chai”, riferibili all'hashish.
Tra gli indagati vi è anche il già latitante Leonardo Accattatis, ricercato perché colpito da un ordine di esecuzione emesso dal Tribunale di Taranto, dovendo espiare una pena di 4 anni e 10 mesi di reclusione per detenzione di sostanze stupefacenti, evasione, reati contro il patrimonio e violazioni alla Sorveglianza Speciale, che acquistava lo stupefacente da Roberto Petruzzelli per il tramite di Giovanni Schimaia, che in questa circostanza aveva il ruolo di corriere e di autista, in quanto prelevava l’Accattatis da un punto d’incontro e lo accompagnava presso l’abitazione del Petruzzelli, dove avveniva la compravendita di stupefacente. Il 17/12/2015 Accattatis, individuato ed arrestato dal N.O.R. Carabinieri di Massafra a Ceglie Messapica (BR), fu trovato in possesso di stupefacente, bilancino ed altri strumenti atti al taglio e confezionamento.
A carico di alcuni indagati dell’operazione “Wan Chai” sono emersi anche indizi di detenzione di armi da fuoco: Giovanni Schinaia è risultato possedere illegalmente quattro pistole e relative munizioni, che aveva spavaldamente mostrato ad una sua conoscente, minacciandola poi di tacere su quanto aveva appena visto. Anche a carico dei fratelli Petruzzelli sono emersi indizi di disponibilità di armi, fa cui una pistola cal. 9 con relativo munizionamento.
Nel corso delle perquisizioni eseguite nella mattinata odierna, a casa della Favale sono stati recuperati e sequestrati 2 colpi cal. 7,65 illegalmente detenuti.
Il termine “Wan Chai”, che ha dato nome all’operazione, ed è il nome di un distretto della città di Hong Kong, è un’espressione criptica adoperata dagli indagati per indicare un tipo di hashish da loro commercializzato.

Sono stati associati alla Casa Circondariale di Taranto:

1. ACCATTATIS LEONARDO, nato a Milano il 04/01/1986, residente a Ceglie Messapica (BR), attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Brindisi - perché colpito da un ordine di esecuzione emesso dal Tribunale di Taranto dovendo scontare anni 4 e 10 mesi di reclusione per detenzione di sostanze stupefacenti, evasione, reati contro il patrimonio e violazioni alla sorveglianza speciale - pregiudicato;
2. CARRIERO GIUSEPPE, nato a Mottola il 13/7/1982, con precedenti di polizia, residente a Palagiano;
3. FAVALE DALILA, nata a Taranto il 03/02/1989, attualmente sottoposta alla Sorveglianza Speciale, con precedenti di polizia, residente a Palagiano;
4. GOFFREDO CRISTIAN, nato a Mottola il 03.04.1982, con precedenti di polizia, residente a Palagiano;
5. PASCALI ANGELO, nato a Taranto il 04/12/1971, con precedenti di polizia, residente a Taranto;
6. PETRUZZELLI AGOSTINO, nato a Taranto il 05/05/1981, attualmente sottoposto alla Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno, pregiudicato, residente a Palagiano;
7. PETRUZZELLI ROBERTO, nato a Massafra il 06/03/1987, residente a Palagiano, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Potenza, e seguito di provvedimento del Tribunale di Taranto – Ufficio Sorveglianza – di sostituzione detenzione domiciliare con quella in carcere a seguito di reiterate violazioni, pregiudicato;
8. SCARCIA FRANCESCO, nato a Taranto il 09/10/1972, residente a Palagiano con precedenti di polizia;
9. SCHINAIA GIOVANNI, nato a Bari il 13.12.1986, residente a Massafra con precedenti di polizia.

Sonon stati sottoposti ai domiciliari:

1. PICCIONE GIOVANNI, nato a Mottola il 12/02/1997, residente a Palagiano con precedenti di polizia, già sottoposto agli arresti domiciliari;
2. SCHINAIA DOMENICO, nato a Bari il 02.10.1996, residente a Palagiano, con precedenti di polizia, già sottoposto agli arresti domiciliari.

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