ACCUSE DI CORRUZIONE, SENTENZA IL 9 MARZO

Cronaca
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Vicino alla definizione il procedimento che vede coinvolti due agenti della Polizia provinciale di Taranto per fatti accaduti quattro anni fa. Chi ha optato per il rito abbreviato dinanzi al gup rischia una condanna a 4 anni e 4 mesi

La discussione è quasi ultimata, ma l'udienza fissata per il prossimo 9 marzo sarà comunque quella della sentenza. E' quanto si è registrato nell'ambito del procedimento occupatosi di una serie di presunti casi di corruzione e truffe che, risalenti a quattro anni fa, avrebbero visto come principali protagonisti due agenti della Polizia provinciale di Taranto. Due agenti che, una volta comparsi dinanzi al gup del Tribunale dott. Benedetto Ruberto, hanno comunque scelto strade differenti per definire le rispettive posizioni. Il primo, il 43enne Antonio Marinelli, ha optato per il rito ordinario che il pubblico ministero dott. Maurizio Carbone ha suggellato con la richiesta di rinvio a giudizio per tutti i reati contestati tranne che per l'ipotesi accusatoria contemplata al capo A dell'imputazione. Il secondo poliziotto inquisito, il 45enne Antonio Carrieri, ha chiesto ed ottenuto di essere processato nelle forme dell'abbreviato e per lui il p.m. ha proposto una condanna a 4 anni e 4 mesi. Per entrambi le accuse sono quelle di aver abusato della loro funzione nel corso di controlli ad automezzi, in locali commerciali e in cantieri chiedendo danaro o altre utilità (come quantitativi di carne o prodotti ittici) per non elevare contravvenzioni o verbali di contestazione di abuso edilizio.
Sia l'uno, sia l'altro risultano gravati dagli esiti di un'attività investigativa che, basatasi in particolar modo su intercettazioni ambientali e telefoniche, avrebbe svelato comportamenti illeciti che secondo il titolare dell'inchiesta sarebbero stati posti in essere a Massafra, Martina Franca, Pulsano, Palagiano, Grottaglie, Leporano e Manduria.
A restare in attesa del responso del giudice non sono solo i due poliziotti. Sul banco degli imputati sono terminati anche tutti coloro (si segnala che per il 25enne A. G. è stato chiesto il non luogo a procedere) che avrebbero accettato le condizioni imposte dai due agenti pur di non vedersi elevare le multe ed altri appartenenti alla Polizia provinciale che però sono accusati di reati diversi. In quattro (compresi Marinelli e Carrieri) sono accusati di truffa ai danni della Provincia di Taranto in quanto sono sospettati di aver fatto risultare falsamente la loro presenza sul posto di lavoro; altri cinque sono inquisiti per aver utilizzato l'auto di servizio per usi personali. Fatti che hanno indotto l'Ente a costituirsi parte civile nel procedimento tramite l'avv. Lelio Palazzo e a chiedere i danni.

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