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Martedì, 22 Maggio 2018
Laterza. Allontanato dalla casa familiare viene arrestato perché non rispetta le prescrizioni del giudice

Doppia condanna per un agguato fallito

Cronaca
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Sentenza di colpevolezza per i presunti autori della spedizione che avrebbe dovuto vendicare l'omicidio di Francesco Galeandro. Inflitti complessivamente 7 anni e 8 mesi di reclusione

Duplice condanna per i presunti autori della fallita spedizione punitiva portata a segno nel marzo di un anno fa per vendicare l'omicidio di Francesco Galeandro, l'uomo assassinato a colpi di kalashnikov la sera del 22 luglio del 2016 nel corso di un agguato tesogli mentre, a bordo della sua Smart, si stava dirigendo a Pulsano.

Il giudice delle udienze preliminari del Tribunale dott. Martino Rosati ha riconosciuto colpevoli di quella che si rivelò una mancata ritorsione (il bersaglio sarebbe dovuto essere il congiunto di uno dei responsabili del delitto dell'estate di due anni fa) il padre ed il fratello dello stesso Galeandro, il 73enne Angelo ed il il 33enne Alberto. Al primo sono stati inflitti 4 anni di reclusione a fronte dei 6 che erano stati proposti dal pubblico ministero dott.ssa Antonella De Luca, mentre Alberto Galeandro ha riportato una condanna a 3 anni e 8 mesi (il rappresentante dell'accusa aveva proposto al termine della sua requisitoria una pena pari a 5 anni), il tutto tenuto conto della diminuente per la scelta del rito abbreviato operata dagli inquisiti.

Entrambi gli imputati (difesi nel corso del procedimento dagli avvocati Luigi Danucci e Gaetano Di Marco) erano chiamati a rispondere di tentato omicidio (reato poi derubricato dal gup in minacce) e porto e detenzione abusiva di armi da fuoco. Obiettivo di padre e figlio era Alberto Mandrillo, familiare di Vito Nicola Mandrillo, reo confesso dell'uccisione di Francesco Galeandro e condannato per questo omicidio a 20 di reclusione insieme ad altre persone. Teatro del fatto criminoso definito dal verdetto del gup fu la ditta in cui lavorava la vittima designata e solo il pronto intervento di uno dei titolari dell'azienda consentì a Mandrillo di fuggire e mettersi in salvo. Le successive indagini permisero a pochi mesi dall'accaduto di risalire ai due Galeandro (finirono in manette nel giugno scorso) e di individuare il movente proprio nel desiderio di vendicare lo spietato assassinio del luglio di due anni fa.  

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