Abusò della figlia minorenne? L’accusa non regge ed è assolto

Cronaca
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Conclusa in Tribunale una delicata vicenda accaduta nella provincia ionica circa cinque anni fa. Un ultrasessantenne era finito sul banco degli imputati perché sospettato di aver usato violenza ai danni della figlia. Ma al termine del processo il fatto è stato ritenuto non sussistente

L'accusa era a dir poco infamante: aver abusato sessualmente della propria figlia adolescente. Contro quel genitore ultrasessantenne della provincia ionica deponevano alcune righe tratte dal diario della ragazzina ed i contenuti di un incidente probatorio però mai risultati pienamente convincenti. Per quell'uomo l'incubo ebbe inizio nell'estate di cinque anni fa, quando la giovanissima presunta vittima cominciò a mettere nero su bianco pensieri e tormenti originati da esperienze che una ragazzina minorenne non dovrebbe mai vivere.

Alla luce di quelle premesse ci volle poco per far arrivare la delicata faccenda all'attenzione di assistenti sociali e magistratura. All'epoca tutto sembrava essere contro quel padre che, proclamatosi sempre innocente, mai e poi mai avrebbe immaginato di poter finire sul banco degli imputati perché chiamato direttamente in causa da sua figlia per fatti così gravi. Sembrava che fosse entrato in una strada senza via d'uscita. Ma quando si è trattato di affrontare ogni aspetto della vicenda nell'ambito di un regolare processo... tutto è apparso più chiaro.

I pesantissimi sospetti che avevano fatto finire nei guai quell'uomo hanno perso via via consistenza. Il dubbio che le cose non fossero andate proprio nello stesso modo che la ragazzina aveva raccontato ha cominciato a farsi spazio e la sentenza che ha chiuso il caso lo ha dimostrato. Al Tribunale è bastata all'incirca un'ora di camera di consiglio per definire il processo con un'assoluzione. Secondo i giudici della Prima Sezione (presidente dott.ssa Patrizia Todisco, a latere il dott. Filippo Di Todaro e la dott.ssa Rossana De Cristofaro), il fatto contestato a quell'uomo è stato ritenuto insussistente. Proprio come avevano sostenuto il pubblico ministero dott.ssa Ida Perrone ed i legali dell'imputato (gli avvocati Raffaele Errico ed Elisa Pugliese) al termine delle rispettive discussioni nel corso delle quali era stato posto in risalto come né l'attività investigativa, né l'istruttoria dibattimentale avessero contribuito a far elevare al rango di prova quegli indizi che rappresentavano il fondamento delle contestazioni. Per accusa e difesa, era troppo nebuloso il quadro della situazione descritto, così come erano troppe le contraddizioni non risolte e troppo labili gli elementi per poter ritenere quel genitore colpevole di ciò di cui veniva accusato. E a quel punto l'assoluzione è stato l'unico epilogo possibile.

La motivazione della sentenza sarà depositata entro i canonici novanta giorni, ma sin d'ora non appare azzardato ipotizzare che l'organo giudicante abbia valutato non attendibili le accuse mosse dalla ragazzina anche sulla scorta degli esiti di un incidente probatorio che pare abbia mantenuto meno di quanto sembrava promettere.

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