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Giovedì, 26 Aprile 2018
Droga. Deteneva 8 confezioni di Suboxone. Denunciato pregiudicato.

Risorse assegnate a case di cura: per il P.M., nessuna irregolarità

Cronaca
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Si avvia a conclusione il processo che vede sul banco degli imputati dirigenti e funzionari (ex ed attuali) della ASL di Taranto per una vicenda risalente a circa sei anni fa. Al termine della requisitoria, il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto l'assoluzione. La sentenza fra poco più di un mese

Arriva alle battute conclusive il processo istruito per far luce sui criteri che alcuni anni fa furono utilizzati dalla ASL di Taranto per la ripartizione delle risorse finanziarie da destinare alle case di cura della provincia.
La sentenza che farà calare il sipario su questa vicenda originata da un'articolata denuncia sarà emessa con tutta probabilità il prossimo mese di maggio, una scadenza più o meno imminente che gli imputati potranno attendere con maggiore serenità tenuto conto delle conclusioni a cui è giunta la pubblica accusa. Conclusioni da considerarsi positive per coloro che sono finiti davanti al Tribunale visto che (per tutti) il p.m. ha proposto l'assoluzione.
A risultare destinatari di questa richiesta sono quei dirigenti e funzionari (ex ed attuali) dell'Azienda sanitaria locale che all'epoca dei fatti si occuparono di individuare ed applicare i criteri per l'assegnazione dei fondi alle cliniche. Si tratta del dott. Vito Scattaglia, della dott.ssa Maria Leone, del dott. Paolo Quarato e del dott. Francesco Bailardi che, assistiti dagli avvocati Egidio Albanese, Eligio Curci e Vincenzo Vozza, sono chiamati a rispondere di abuso in atti d'ufficio. Una contestazione che, però, il pubblico ministero requirente dott. Maurizio Carbone non ha ritenuto sufficientemente provata. Infatti, al termine di una discussione in cui sono stati ripercorsi i passaggi salienti della vicenda, il magistrato ha chiesto che tutti gli imputati siano assolti perché il fatto loro ascritto non costituisce reato. Secondo il magistrato, il sospetto che i comportamenti degli inquisiti abbiamo dato vita ad una violazione della normativa per favorire qualcuno a discapito di altri è rimasto tale. Come espressamente sostenuto dal p.m., nel corso del dibattimento nessuna prova è stata raggiunta per poter parlare di un eventuale abuso d'ufficio da parte degli imputati. Così come, nulla è emerso, a giudizio del dott. Carbone, in ordine ad un'ipotetica volontà da parte di questi ultimi di arrecare intenzionalmente un danno o di procurare un vantaggio. E la richiesta finale di assoluzione formulata a suggello della requisitoria lo sta a dimostrare.
Preso atto di quanto esposto dal pubblico ministero, la Seconda Sezione Penale del Tribunale presieduta dal dott. Pompeo Carriere ha aggiornato il prosieguo della discussione al prossimo 28 maggio. Quel giorno prenderanno la parola i legali che rappresentano le parti civili (l'avv. Lucia Sardone e l'avv. Veneranda Carrino) ed il collegio di difesa prima che venga dato inizio alla camera di consiglio.
Per dovere di cronaca si ricorda che il procedimento trae origine dalla denuncia con cui, circa sei anni fa, l'amministratore della casa di cura “San Camillo” chiese alla magistratura di accertare la correttezza dei criteri utilizzati dalla ASL di Taranto per la ripartizione di quello che era il fabbisogno fra le varie cliniche della provincia in ordine all'assegnazione delle risorse finanziarie.

 

 

 

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