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Capodanno: 5 feriti

Capodanno: 5 feriti

Cronaca

 

Il più grave è un giovane di Martina Franca: ha raccolto un petardo inesploso che scoppiando gli ha provocato ustioni. Consueto superlavoro per oltre 100 operatori dell'Amiu a Taranto

Cinque le persone che hanno riportato ferite a causa dei festeggiamenti con i “botti” della notte di San Silvestro, tre tarantini, uno di Ginosa e un altro, il più grave, di Martina Franca; si tratta di un 30enne che ha riportato ustioni e ora è ricoverato nel Centro Grandi Ustionati a Brindisi.
Altrettanto consueta l'immagine di fronte alla quale si sono ritrovati gli operatori dell'Amiu, al lavoro tre le vie di Taranto sin dalle prime ore di questa mattina; oltre 100 operatori AMIU impegnati nelle operazioni di pulizia e ripristino dopo la notte di Capodanno.
Nonostante la preventiva rimozione dei cassonetti nelle aree tradizionalmente più colpite dagli “effetti” dei festeggiamenti, infatti, circa 50 tra quelli ancora presenti in strada sono stati incendiati. Un danno stimabile in 10mila euro, cui vanno sommate le risorse straordinarie impiegate per le operazioni avviate già a pochi minuti dalla mezzanotte: 4 spazzatrici, 2 autocarri scarrabili dotati di “ragno”, 1 pala meccanica e ben 75 operatori in più rispetto a quelli impiegati. AMIU, in ogni caso, ha riconsegnato già all’alba del primo dell’anno una città in buona parte ripulita dagli effetti dell’incomprensibile inciviltà di alcuni cittadini, che utilizzano una notte di festa per sfogare istinti altrimenti sopiti.
Le attività sono state coordinate dal dirigente tecnico Cosimo Natuzzi insieme con capisquadra e responsabili del servizio, che hanno trascorso buona parte della nottata con gli operatori, che hanno avuto anche il conforto della presenza delle forze dell’ordine, necessarie per consentire lo svolgimento delle operazioni di pulizia in sicurezza e senza che intralciassero il traffico.
«Nonostante questi episodi – le parole del presidente Carloalberto Giusti – possiamo dirci soddisfatti del risultato del nostro impegno straordinario, che conferma l’autentica vocazione dei nostri operatori per il bene della nostra città. A loro deve andare il nostro ringraziamento, auspicando sempre che tale vocazione sia contagiosa e coinvolga anche quei cittadini purtroppo restii a vedere in Taranto la bellezza che cerchiamo di preservare ogni giorno».

 

 

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