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Mer, Apr

“Sangue Blu”: 8 arresti

“Sangue Blu”: 8 arresti

Cronaca

La droga proveniva dal barese e dal napoletano e, una volta giunta a Taranto, consentiva di rifornire clienti provenienti dalla provincia jonica, dal capoluogo di Regione, nonché da Brindisi e dalla Basilicata. Sono 50 in tutto gli indagati. Smantellata organizzazione criminale operante al rione Tamburi

Eseguiti dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Taranto, con il supporto di unità cinofile antidroga ed antiesplosivo del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno, nei Quartieri Tamburi e Paolo VI del capoluogo jonico e nella città di Bari, 8 provvedimenti cautelari (2 in carcere e 6 agli arresti domiciliari) emessi dal GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica di Lecce - Direzione Distrettuale Antimafia. Gli arrestati, uno barese e sette tarantini, dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico, trasporto e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegali di armi. Durante le fasi esecutive di questa mattina, uno degli arrestati, residente a Bari, è stato trovato in possesso di una pistola calibro 7,65, tenuta ben nascosta dietro ad un mobile del bagno, completa di caricatore e 7 proiettili, di cui uno in canna e pertanto pronta a far fuoco.

INDAGINI.Le attività investigative, partite tra il 2014 ed il 2015 dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Taranto e coordinate dalla D.D.A. salentina, hanno fatto luce su un intenso traffico di stupefacenti nella città di Taranto, parte del quale proveniente da Torre Annunziata e dalla Provincia di Bari. Già nel giugno del 2017 erano finiti in manette altri 13 soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo dei medesimi reati contestati agli odierni indagati. Grazie a servizi di osservazione, controllo e pedinamento, nonché mediante presidi tecnici di intercettazioni telefoniche ed ambientali, è stato possibile verificare che l’organizzazione criminale, nella sua articolazione territoriale localizzata nel quartiere “Tamburi”, gestiva un lucroso traffico di stupefacenti, del tipo cocaina, marjuana, eroina ed hashish, approvvigionati in rilevanti quantità e con ingente impegno economico anche dalla provincia di Napoli ed in particolar modo da Torre Annunziata nonché dalla provincia di Bari. Lo stupefacente veniva immesso sulle piazze di spaccio del quartiere “Tamburi” dal quale si rifornivano numerosi consumatori provenienti dall’intera provincia ionica, dalle limitrofe province di Bari e di Brindisi e dalla vicina Basilicata. Il denaro ricavato veniva utilizzato per nuovi approvvigionamenti, oltre che per la remunerazione delle figure “operative” in seno all’organizzazione quali i custodi, i corrieri, le staffette e gli spacciatori al dettaglio. Proprio le dinamiche criminali emerse hanno dimostrato indiscutibilmente la costituzione di un vero e proprio sodalizio criminale, dedito alla perpetrazione dei reati necessari al suo consolidamento, alla riscossione dei proventi, alla predisposizione di strategie utili tanto ad aumentare e a consolidare la forza e la caratura del sodalizio quanto a mantenere l’egemonia sulle piazze di spaccio, come quelle del quartiere Tamburi di Taranto, storicamente crogiuolo di “contese” tra gruppi criminali rivali. Le indagini hanno rivelato tutti i più rilevanti momenti della vita del sodalizio, da quello della cura dei rapporti con i soggetti dai quali il sodalizio si approvvigionava di stupefacente, a quello della concreta acquisizione della droga, da quello dello stoccaggio e del taglio dello stupefacente, a quello dello smercio dello stesso in favore dei vari soggetti che ne curavano la vendita al dettaglio, da quello della creazione delle provviste di denaro necessario a pagare gli approvvigionamenti, a quello dell’incasso dei crediti, il tutto con piena unità d’intenti ed una costante sinergia.

GLI ARRESTATI. Cosimo Marino’, Giovanni Romanazzi, Fabio Ferrigni, Ignazio Albano, Giuseppe Beneficio, Francesco Masella, Loris Giudetti e Alessandro Laforgia. Ognuno di loro è ritenuto responsabile di aver fornito un fondamentale contributo per il mantenimento in vita del sodalizio, insieme ai 13 soggetti precedentemente colpiti da ordinanza di custodia cautelare.

Nel corso dell’attività sono stati eseguiti numerosi “riscontri” con perquisizioni e sequestri a carico di assuntori acquirenti, spesso giovanissimi, soprattutto nel quartiere Tamburi. Arrestati nel 2014 in via San Francesco D’Assisi, Cosimo Resta, 63 anni e Tommaso De Leonardo, 57 anni, vicini a Francesco Vitale (arrestato nella prima tranche dell’indagine), trovati con una Kg di cocaina. Nel 2015, in via Grazia Deledda, in manette finì Aldo Solfrizzi, 27 anni. Anche in questo caso venne sequestrata un Kg di cocaina. Infine nel 2016, a Taranto in via Lago Maggiore, venne arrestato Pasquale La Neve, 38 anni, trovato in possesso di quasi 600 grammi di cocaina. Significativo si è rivelato il linguaggio criptico adoperato per indicare lo stupefacente, e l’utilizzo di “soprannomi”.

L’attività, denominata “Sangue Blu”, si rifà ad una conversazione nella quale uno dei soggetti a capo del sodalizio, fa emergere la propria consapevolezza di essere al “vertice di una famiglia di rango”. In tutto indagate cinquanta persone, mentre in per gli arrestati si sono aperte le porte del carcere di Taranto. 

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