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Sab, Lug

Truffò i suoi anziani clienti? Ex bancaria sotto processo

Truffò i suoi anziani clienti? Ex bancaria sotto processo

Cronaca

Prime decisioni nell'ambito del procedimento che vede sul banco degli imputati l'ex dipendente di un Istituto di credito tarantino. E' accusata di aver fatto sparire i risparmi di alcuni correntisti

Sarà un processo a dover stabilire se una ex dipendente della Banca Popolare di Puglia e Basilicata di Taranto si rese davvero responsabile di un maxi-raggiro ai danni di alcuni suoi anziani clienti.
Ad aver deciso di far arrivare il delicato fascicolo all'attenzione del Tribunale monocratico è stato il gup dott.ssa Rita Romano che, preso atto di quanto emerso da una lunga e meticolosa attività investigativa svolta dalla Guardia di Finanza, ha accolto la richiesta con cui la Procura aveva suggellato la sua requisitoria. Secondo il magistrato, non c'erano i margini per poter definire tutti gli aspetti di questa vicenda nella sua fase preliminare. Ed è stato così che il giudice ha ritenuto di fissare per il prossimo 8 maggio il dibattimento che vedrà sul banco degli imputati la 55enne M. F. Sarà lei a dover tentare di ridimensionare il pesante quadro accusatorio (le contestazioni vanno dal furto alla truffa) formulato alla luce di quanto emerso da un'inchiesta partita circa tre anni fa a seguito di una serie di querele.
A puntare l'indice contro l'ex bancaria sono stati suoi tre ex clienti che tramite i propri legali di fiducia (avvocati Fabio Alabrese, Pasquale Lisco e Leonardo Laporta) si sono costituiti parte civile avanzando istanze risarcitorie pari a 200mila euro ciascuno. Un'iniziativa preannunciata sin da quando si rivolsero agli inquirenti dopo aver scoperto che i risparmi accumulati invece di essere investiti in polizze assicurative erano stati fatti transitare su conti creati appositamente e di cui solo l'imputata avrebbe avuto la piena gestione.
Stando alla ricostruzione della vicenda operata sulle scorta delle risultanze investigative, l'inquisita avrebbe dato vita ai comportamenti illeciti nell'arco di una decina di anni. Periodo in cui si sarebbe impossessata di rilevanti somme di danaro (si parla complessivamente di 400-450mila euro) dopo aver fatto sottoscrivere agli ignari clienti polizze emesse solo apparentemente da una società operante nel ramo assicurativo. Il lungo capo d'accusa si basa su episodi in cui l'imputata avrebbe persuaso le vittime ad effettuare nel tempo ulteriori versamenti sostenendo che servivano per incrementare l'investimento iniziale. Un incremento che, invece, non si sarebbe mai concretizzato poiché quegli stessi versamenti sarebbero finiti nella disponibilità dell'ex bancaria dopo essere stati o “dirottati” su un conto che gli investigatori hanno definito “fantasma” oppure utilizzati per l'acquisto (e la successiva riscossione) di certificati di deposito intestati ad altri clienti, che dal canto loro erano all'oscuro di ogni cosa. Ma non solo. Ad essere completamente ignari di quanto stava accadendo sarebbero stati anche quegli altri correntisti della banca in cui lavorava l'inquisita che avrebbero visto i rispettivi bancomat utilizzati (per l'accusa, sempre dall'imputata) per ripetuti prelievi di danaro.
I fatti e le circostanze terminate al vaglio della magistratura si sarebbero verificati a Taranto sino al dicembre del 2016, vale a dire quando i familiari degli anziani raggirati (si tratta di persone la cui età è molto vicina o superiore agli 80 anni) si accorsero che nei conti c'era più di qualcosa che... non tornava. Il resto fa parte di una storia i cui capitoli saranno scritti molto presto da un processo.

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