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Lun, Ago

Costretto a vivere in condizioni di schiavitù

Costretto a vivere in condizioni di schiavitù

Cronaca

Dormiva per terra e mangiava solo pasta e riso. Il giovane bulgaro ha mostrato alla Polizia i segni sul corpo di ferite da taglio. E' finito in carcere un suo connazionale. L'indagine è partita grazie alla segnalazione della madre della vittima alla Polizia bulgara

Triste storia di prevaricazione e violenza fisica registrata a Palagiano. Un giovane bulgaro dopo esser giunto in Italia e aver lavorato in una famiglia come babysitter, era finito nelle grinfie di un connazionale, che non esitava a procurargli ferite da taglio dietro la schiena e sui fianchi, con le forbici usate per tagliare l’uva, per far sì che lavorasse più velocemente nei campi.
Costretto a dormire sul pavimento, senza cuscino, avvolto da un leggero piumino. Oltre a non aver mai ricevuto denaro, ogni mattina accompagnava il suo carnefice a lavoro nelle campagne della zona di Palagiano per circa sette ore. Anche durante il tragitto, riceveva schiaffi sulla nuca. In casa, veniva ferito con un grosso coltello sulla spalla e sulle braccia. La sua alimentazione era costituita esclusivamente da riso o pasta in bianco o, a volte, da soli biscotti, a fronte delle pietanze a base di carne o pesce che mangiava il resto della famiglia.
Il giorno del suo compleanno, dopo aver parlato con la madre in Bulgaria, aveva manifestato la ferma volontà di tornare nel suo Paese di origine. L'arrestato per risposta lo aveva picchiato, gli aveva sottratto sia il telefono cellulare, rompendo in due la scheda, sia tutti i suoi documenti (carta d’identità italiana e bulgara, carta di credito bulgara, codice fiscale e postepay europea). Il giovane ha, inoltre, riferito, che la moglie, spesso presente a questi atti di violenza nei suoi confronti, nel tentativo di difenderlo, veniva picchiata con violenza, anche davanti ai figli. In un’occasione per sfogare il suo nervosismo e la sua rabbia, l'aggressore aveva sbattuto per terra la testa della figlia di due anni, afferrandola per le caviglie e tenendola a testa in giù.
L’indagine,condotta dalla Squadra Mobile, è partita dalla segnalazione pervenuta dalla polizia bulgara circa la scomparsa di un loro cittadino denunciata dalla madre. La segnalazione faceva riferimento ad un illecito traffico di migranti in cui il nominato poteva essere vittima.
Sulla scorta di questi accertamenti, nell’ottobre del 2018, la Polizia ha individuato e raggiunto l’abitazione, ha scorto, seduto sul bordo del camino, il giovane da rintracciare e, seduti a tavola, i componenti la famiglia. La vittima è stata accompagnata in Questura dove, seppur in uno stentato italiano, ha riferito agli operanti di non voler più tornare a casa del suo connazionale e di voler fare rientro in patria. Ha inoltre mostrato i numerosi segni di ferite da taglio, anche molto recenti. E' stato dunque sottoposto a visita medica presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale SS. Annunziata. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dagli Agenti della Squadra Mobile, si è resa necessaria per l’elevato livello di spregiudicatezza e di aggressività dimostrato dall’uomo, ora isolato dall’ambiente familiare e da contatti con altre possibili persone deboli. Il bulgaro di 34 anni risponderà di riduzione in schiavitù e lesioni personali di un suo concittadino e maltrattamenti in famiglia in danno della moglie e dei figli.

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