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Ven, Lug

Operazione "Radici": arrestati il titolare e tre caporali

Operazione anticaporalato: arrestati il titolare e tre caporali

Cronaca

Sfruttamento e detenzione illegale e porto abusivo di armi e munizioni. Coinvolti tre uomini e una donna di origine rumena

Importante operazione anticaporalato quella messa a punto la scorsa notte dai carabinieri di Castellaneta, supportati nella fase esecutiva, dai militari della Compagnia di Pisticci. Il Gip del Tribunale di Taranto, Paola Incalza, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto, Filomena Di Tursi, ha emesso una ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 58enne, titolare di una azienda agricola di Gioia del Colle (Bari) e  di un 53enne, entrambi di Ginosa, e di un 49enne e un 53enne, entrambi di Pisticci, ritenuti responsabili, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, detenzione illegale e porto abusivo di armi e munizioni.

L’operazione “Radici” condotta dai carabinieri di Castellaneta ha consentito di documentare le attività illegali connesse allo sfruttamento del lavoro nei campi. Protagonista della vicenda una 36enne di origine rumena, per la quale il Gip ha disposto il divieto di dimora nelle province di Taranto, Brindisi, Matera e Cosenza. La donna si adoperava per procurare il lavoro presso le aziende agricole con cui era in contatto, reclutando lavoratori stranieri, sia connazionali che di origini africane e aiutata dagli altri 4, al momento di pagare i lavoratori, approfittava del loro stato di bisogno per sottrarre metà del dovuto. La paga, 4 euro per ogni ora di lavoro, veniva loro decurtata dalle spese per il vitto ed il viaggio verso i campi a bordo di un furgone guidato dalla stessa rumena.

Nell’abitazione e nell’auto del 49 enne sono state inoltre rinvenute e sequestrate armi (del genere utilizzate in campagna anche contro animali selvatici) e munizioni (12 cartucce cal. 12). Al 53enne, responsabile di aver aiutato l’uomo ad occultare le armi, si imputano inoltre i reati di favoreggiamento e di caporalato. Riconosciute infine violazioni in materia di assunzioni e sicurezza nei luoghi di lavoro per le quali sono state disposte delle sanzioni.

Il 58enne e i due 53enni sono stati sottoposti agli arresti domiciliari mentre al 49enne il provvedimento è stato notificato presso il carcere di Matera dove si trova ristretto per un’altra causa.

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