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Lun, Ago

Manduria, aggressione anziano: “Nessuna motivazione se non ingiustificata spietatezza”

Morte anziano di Manduria: “Nessuna motivazione se non ingiustificata spietatezza”

Cronaca

Otto i provvedimenti di fermo a carico dei presunti autori dei “blitz punitivi” a danno del 65 enne deceduto lo scorso 23 aprile. Immagini scioccanti quelle diffuse dalla Questura jonica nelle quali si vede la vittima assalita dal branco con calci, pugni e bastonate. Le indagini non rivelano alcuna spiegazione alla base degli atti

Tortura e sequestro di persona. Queste le accuse a carico di otto persone coinvolti nel triste episodio che ha portato alla morte di un anziano di Manduria. Al termine delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Taranto, guidata dal Procuratore Carlo Maria Capristo, e dalla Procura della Repubblica per i Minorenni, guidata dalla Procuratrice Pina Montanaro, personale della Polizia di Stato della Questura jonica ha infatti dato esecuzione agli otto provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nei confronti di altrettanti soggetti (di cui sei minori) ritenuti a vario titolo gravemente indiziati in concorso dei reati di tortura, danneggiamento, violazione di domicilio e sequestro di persona aggravati. I provvedimenti di fermo giungono all’indomani del decesso per shock cardiogeneo del 65 enne Antonio Cosimo Stano ricoverato nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Giannuzzi di Manduria.

L’uomo era stato ricoverato d’urgenza per astenia e stato confusionale, dopo essere stato soccorso da una volante del Commissariato locale. Da diversi giorni infatti si era barricato nella sua abitazione, terrorizzato e già in gravi condizioni di salute, (privandosi anche del cibo) perché ripetutamente vittima di “incursioni” da parte del branco. La baby gang infatti aveva sfondato la porta di casa della vittima sottoponendola a vessazioni, percosse, angherie e aggressioni. I “blitz” criminosi si verificavano sempre in ore serali e notturne, intensificandosi nel periodo di carnevale. A nulla erano valsi i tentativi di cautelarsi da parte dell’uomo che aveva provveduto a sostituire la porta di ingresso con una blindata, anch’essa presto distrutta. 

Rassicurato dalla vista degli uomini in divisa e dell’auto di servizio il 65 enne, apparso sin da subito in precarie condizioni igieniche e di salute, aveva acconsentito a sottoporsi a cure mediche. Da qui il via ad una intensa attività investigativa che ha messo i militari sulle tracce di una Fiat Punto di colore grigio, avvistata da alcuni residenti, almeno in un’occasione, nei pressi dell’abitazione della vittima, e indicata come quella usata dai giovani aggressori.

L’auto è risultata essere di proprietà della madre di uno dei ragazzi che ascoltato dai carabinieri ha ammesso di averla utilizzata assieme ad alcuni suoi coetanei (minorenni) per “sfottere il pazzo", così definito dal giovane, in almeno tre episodi di violenza e aggressione. Dal racconto i particolari delle urla di paura e di richiesta di aiuto della vittima, e di "azioni punitive” filmate con il cellulare e trasmesse on line.

Acquisiti sin da subito i contenuti audio - video: quello in cui la vittima, ferma sull'uscio di casa, chiede a gran voce e ripetutamente aiuto, mentre viene deriso, offeso e sputato addosso e i messaggi scambiati tra gli indagati all'interno di una chat di whatsapp denominata "Comitiva di Orfanelli". 

Individuati gli altri componenti della "comitiva" sono stati subito sequestrati anche i cellulari del resto della "banda" per estrapolarne il contenuto. Utile per risalire agli autori dei vili gesti è stata la testimonianza resa da un’altra minore, conoscente degli aggressori, che si è presentata spontaneamente al Commissariato per rivelare fatti definiti dalla stessa rilevanti e consegnare alcuni filmati nei quali il poveretto veniva colpito al volto da un pugno e trascinato per terra. Circostanze che hanno trovato conferma anche nelle dichiarazioni rese da una professoressa a conoscenza dell’esistenza del video.

Dai messaggi scambiati dai giovani commenti espliciti (accompagnati da espressioni di esaltazione e talvolta soddisfazione) che seguivano ad ogni episodio di aggressione, e che hanno in ultimo lasciato spazio, appresa la notizia delle gravi condizioni di salute della vittima, alla preoccupazione di essere scoperti. 

Nessuna motivazione plausibile sembra esserci alla base dell'efferatezza manifestata dal gruppo, solito "infierire" sul poveretto, percuotendolo con mazze e bastoni, offendendolo, deridendolo, inducendo nella stesso un vero e proprio stato di terrore, ma solo profonda ed ingiustificata spietatezza.

Nel frattempo è stata acquisita anche la cartella clinica della vittima, la quale dopo il ricovero d’urgenza e diversi interventi per “perforazione gastro-duodenale” è poi deceduta lo scorso 23 aprile. Al momento si attende l’esito dell’esame autoptico, ma già rilevate al momento del ricovero evidenti tracce di sangue coagulato sul volto, sulle labbra e fra i denti del 65 enne e varie ecchimosi in entrambi gli arti inferiori.

 

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