19
Lun, Ago

Morte anziano Manduria: “Braccato dai suoi aguzzini, trattamento inumano”

Morte anziano a Manduria: “Vittima braccata dai suoi aguzzini, trattamento inumano”

Cronaca

Restano in carcere i due maggiorenni coinvolti nei fatti che hanno portato alla morte del 66 enne pensionato di Manduria. L’Ansa riporta le tesi accusatorie dei gip incaricati dei casi. Mentre il giudice del Tribunale dei Minori, Paola Morelli punta il dito contro i più giovani “Inaffidabilità e completa assenza di freni inibitori” 

“Braccato dai suoi aguzzini" e vittima di "trattamento inumano e degradante", "terrorizzato, dileggiato, insultato anche con sputi, spinto in uno stato di confusione e disorientamento” che lo obbligava “ad invocare aiuto per la paura e l'esasperazione di fronte ai continui attacchi subiti”. Il tutto ripreso da “filmati (poi diffusi su Youtube e nelle chat)" che lo ritraevano in condizioni umilianti". Così il gip del Tribunale di Taranto Rita Romano conferma il carcere per i due maggiorenni coinvolti nei tristi fatti che hanno portato alla morte del 66 enne di Manduria, Antonio Stano. Il giornalista di Ansa, Roberto Buonavoglia riporta le tesi accusatorie del gip che punta il dito duramente contro i due unici maggiorenni della gang di giovanissimi e in direzione delle loro famiglie che “hanno dato prova di incapacità a controllare ed educare i due giovani".

Sulla medesima linea il gip del Tribunale dei Minori Paola Morelli che formula tesi analoga nei confronti dei sei minorenni tra i 16 e 17 anni ora in carcere con l’accusa di torture. “Hanno confessato il loro coinvolgimento nei fatti,- spiega il giudice - ma hanno cercato di sminuirli definendoli semplici scherzi”.

I video “erano divenuti merce di scambio tra i diversi giovani che li ricevevano sui loro telefoni o vi si imbattevano in Internet”. La vittima “un soggetto affetto da disabilità mentale che viveva in un evidente stato di abbandono, di disagio sociale e che, pertanto, versava in un chiaro stato di minorata difesa”.

Un aspetto particolarmente rilevante sarebbe costituito dalla modalità con i quali si consumavano i raid giunti con “un sincronismo che induce a ritenere che si trattasse di un sistema ormai rodato e ben noto a ciascuno dei partecipanti”. Nei filmati risulterebbe sconcertante l’atteggiamento di uno degli indagati che “mostra una certa disinvoltura nel fare ingresso per primo nell'abitazione della vittima dove tutti gli aggressori, in maniera fulminea, raccolgono dei bastoni che si trovano già presso l'appartamento e, senza attendere neppure un secondo, all'unisono incominciano l'azione aggressiva”.

Secondo il giudice, riferisce l’Ansa, la vittima “da anni era oggetto di atti di dileggio e di angherie di varia natura, dagli insulti agli atti vandalici in danno della sua abitazione, più volte violata da gruppi di giovani che vi avvicendavano nell'infierire” e di “atti di violenza fisica e verbale effettivi (calci, pugni, schiaffi, percosse con bastoni, sputi) o soltanto simulati per incutere in lui disorientamento, timore e disperazione”.

Nessuno sconto dunque per gli otto che dovranno ora affrontare una misura detentiva severa visto che “hanno dimostrato – secondo il giudice - notevole inclinazione alla consumazione di reati, totale inaffidabilità e completa assenza di freni inibitori”.

Fanizza Group Carglass