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Domenica, 19 Novembre 2017
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Due viali e un giardino in onore di tre tarantini

Attualità
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Angelo Lippo, Nicola Caputo e Adele Ficarelli sono i tre tarantini ai quali saranno dedicati due viali e un giardino. A loro va riconosciuto il merito di aver contribuito ad aggiungere valore al territorio attraverso la cultura e l’impegno civico

Due viali e un giardino avranno il nome di tre nostri tarantini e andranno a rinnovare le pagine della toponomastica della città: Angelo Lippo, Nicola Caputo e Adele Ficarelli. A loro va riconosciuto il merito di aver  contribuito significativamente ad aggiungere valore alla cultura del territorio, alla conservazione e al rispetto delle tradizioni, all’impegno civico e sociale.

A Nicola Caputo è intitolata il viale all’interno della Villa Peripato che dall’accesso est di via Mignogna porta all’accesso ovest di via Giovinazzi.  Taranto lo ricorda e lo onora soprattutto per la sua infaticabile attività di storico e divulgatore della secolare storia dei settecenteschi riti della Settimana Santa tarantina. Nella vita di Nicola Caputo una intensa attività giornalistica è stata accompagnata da apprezzate pubblicazioni dedicate alla storia, alla cultura e alle tradizioni di Taranto. La sua opera più nota è “L’anima incappucciata”, vero best seller pubblicato in ben tre edizioni.

Adiacente al Mar Piccolo fino al laghetto dei cigni all’interno della Villa Peritato, il viale intitolato ad Angelo Lippo. Poeta, scrittore, critico letterario ed artistico, è nato e ha sempre vissuto a Taranto, pur partecipando alla vita culturale nazionale. La sua carriera è segnata sin dall’inizio da un’attività pubblicistica espressa a più livelli, soprattutto su settimanali a diffusione regionale con interventi di natura socio-culturale, di politica e di economia locale, anche sotto forma di inchieste ed interviste. Insolita, ma non meno importante, qualche sortita nel giornalismo sportivo, con corrispondenza locale. Sul versante delle arti visive, ha firmato alcune monografie di artisti italiani contemporanei, scritti in catalogo o recensioni a rassegne d’arte, di cui soltanto una parte è stata raccolta in volume.In occasione della sua nascita l’11 novembre, si tiene ogni anno a Taranto un convegno studi e premio letterario, a lui intitolati. Dal 2012 una sezione del premio internazionale di poesia Roberto Farina, a Roseto Capo Spulico, è dedicata ad Angelo Lippo.

Sono nei pressi di via Mar Grande e più specificatamente tra via Golfo di Taranto, via Salina Piccola e Largo Mar Grande, i giardini intitolati ad Adele Ficarelli. Nata a Carpi, orfana di padre in tenera età, Adele Ficarelli cominciò a lavorare subito dopo le elementari; staffetta partigiana tra Modena e Carpi, dopo la Liberazione, entrò come operaia nelle Fonderie Riunite. Fu in quel luogo che cominciò la sua vita politica e sindacale: fra il ’48 e il ’49 anche lei fu eletta nella Commissioni Interne alle Fonderie. Fu anche il periodo dove cominciarono i licenziamenti dei sindacalisti in tutte le grandi aziende, perché si volevano fermare le lotte per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori Dopo i tragici fatti del 9 gennaio 1950, quando sei operai persero la vita per mano della polizia, Adele fu licenziata. E’ proseguito un periodo di grande impegno politico: è stata funzionaria della FIOM, nel Comitato Federale del P.C.I., ha seguito le lotte delle donne, è poi diventata segretario della Federazione Giovanile, nel periodo in cui Enrico Berlinguer era segretario dei giovani comunisti. Conosciuto Pino Pichierri, che divenne suo marito, Adele scelse Taranto come la sua seconda città e qui svolse un’intensa e appassionata attività politica.

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