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Assunzioni. Arcelor Mittal disponibile a chiarire

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Attualità

Confronto di verifica dell'attuazione dell'accordo siglato il 6 settembre scorso con i sindacati ieri pomeriggio al Mise

E’ durato quasi quattro ore il primo incontro di verifica dell'attuazione dell'accordo Ilva, siglato il 6 settembre scorso, alla presenza dei rappresentanti del ministero, del management di Am Investco, guidato dalla direttrice delle Risorse umane Annalisa Pasquini, e delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali.
L'azienda ha illustrato lo stato di attuazione del piano, a partire dall'organizzazione e dal management team fino ad arrivare al processo di selezione dei dipendenti che da Ilva sono passati a AmI, ad oggi 10.652 sui 10.700 previsti dall'accordo.
"Per quanto riguarda la Fiom - ha dichiarato Rosario Rappa della Fiom Cgil - confermiamo la positività dell'accordo sottoscritto due mesi fa ma rileviamo alcuni errori nella sua applicazione, a partire dalla non condivisione con le organizzazioni sindacali nazionali del monitoraggio dell'applicazione dell'accordo, operazione che chiediamo al governo di garantire costantemente."
"È necessario - ha aggiunto - che l'organizzazione del lavoro dell'azienda, cosa che vale per tutte le multinazionali, si misuri con la dimensione territoriale, a partire dalle scelte dei fornitori e dalla gestione dei lavoratori in appalto."
"Infine - ha concluso Rappa - non vorrei che dal punto di vista delle assunzioni si ripresenti lo schema adottato all'arrivo dei Riva, con la scelta delle prime file e la messa fuori organico di chi ha ridotte capacità lavorative o, cosa particolarmente antipatica, con l'individuazione di liste di prescrizione."

Rocco Palombella – Segretario Generale Uilm: “Non possiamo lasciare soli i lavoratori – continua – soprattutto quelli in cassa integrazione che in questi anni hanno già subìto il danno dell’inquinamento e oggi subiscono la beffa di essere sostituiti da altri. Vorrei a tal proposito puntualizzare che non ho nulla in contrario ad aziende terze storiche e riconosciute professionalmente, ma è chiaro che siamo contrari al ricorso ad aziende terze a fronte di migliaia di lavoratori in cassa integrazione”.
“La Uilm rifiuta fortemente qualsiasi logica di sostituzione, demansionamento e carico eccessivo di lavoro – aggiunge – dobbiamo provare invece a gestire questa fase di passaggio valorizzando e rafforzando quello che abbiamo fatto con l’accordo del 6 settembre, il cui valore per noi è fuori discussione”. Dal canto suo AM ha accolto le richieste del sindacato e si è detta disponibile ad aprire un confronto e a correggere il tiro. “Un atteggiamento che non possiamo far altro che apprezzare e che siamo certi ci porterà presto a delle soluzioni”, conclude Palombella.
Valerio D’Alò - Segretario Generale FIM Cisl Taranto Brindisi: “ Fino al 6 novembre 2018, l’Amministrazione Straordinaria ha ricevuto 717 richieste di esodo volontario, a fronte delle quali sono state effettuate 549 conciliazioni per uscite con esodo incentivato. Come Fim abbiamo rappresentato ad AM le anomalie riscontrate nel “day one”, sia sotto il profilo industriale e organizzativo sia dal punto di vista individuale, circa l’applicazione dei criteri di selezione.
Abbiamo evidenziato ricadute su straordinario, cambi di postazioni, riduzioni di attività e di postazioni avvenute in tutti i siti. Abbiamo chiesto, altresì, alla nuova azienda, così come già avvenuto durante la trattativa, di mostrarci un quadro dettagliato, sito per sito, relativamente all’organizzazione del lavoro in base alle postazioni, programmando incontri con le Rsu che meglio di chiunque hanno la fotografia precisa delle necessità di impianto”.

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