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Gio, Dic

Carcere: promesse non mantenute

Carcere: promesse non mantenute

Attualità

Il Sappe chiede al Capo del Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di intervenire prontamente al fine di alleggerire la situazione del carcere di Taranto, ormai al collasso. Il sindacato suggerisce di trasferire almeno un centinaio di detenuti in penitenziari, come quello calabrese, nei quali il numero dei soggetti ristretti è inferiore alla capienza regolamentare

La segreteria regionale del SAPPE, Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, denuncia il grave sovraffollamento di detenuti all’interno del penitenziario di Taranto, che allo stato attuale, sarebbe quello più penalizzato non solo nella Regione Puglia, ma anche a livello nazionale, con un presenza di circa 610 ristretti a fronte di una capienza di circa 300 posti. La situazione è preoccupante in tutte le sezioni detentive del carcere ove peraltro sono ristretti detenuti tossicodipendenti, psichiatrici, malati cronici e detenuti ad alta sicurezza. “Maggiori criticità - si legge in un comunicato del sindacato- si vivono nei reparti riservati ai detenuti giudicabili (quelli in attesa di giudizio oppure appena arrestati ). Il SAPPE si vede costretto ad intervenire poiché a tutt’oggi le promesse del Capo del DAP Basentini, incontrato a Bari il 5 Novembre, non sono state mantenute. Alla luce di quanto sopra, si invita perciò codesto Ufficio a porre in essere tutte le misure ritenute necessarie, affinchè si proceda con un immediato sfollamento di almeno un centinaio di detenuti”. Il Segretario Generale Donato Capece ricorda al Capo del DAP le sue promesse, al fine di consentire agli uffici romani dell’amministrazione penitenziaria di provvedere con la massima urgenza, a trasferire i detenuti in eccesso in regioni limitrofe (vedi Calabria) ove il numero dei detenuti non supera nemmeno regolamentare.

 

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