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Lun, Set

"Serve una pianificazione urbanistica che riconnetta la città"

"Serve una pianificazione urbanistica che riconnetta la città"

Attualità

Dopo 40 anni riparte la pianificazione urbana di Taranto. Domani, 21 dicembre, presso la Regione Puglia è indetta la prima Conferenza di coopianificazione per la redazione del Piano Urbanistico Generale ‘P.U.G ‘della Città di Taranto. Nella nota di Confcommercio: “Una pianificazione urbanistica che riconnetta la città. Un contesto che vede il futuro delle attività commerciali del Centro storico umbertino, e dei quartieri Italia Montegnaro, Solito Corvisea”

“Un importante passo verso la ri- pianificazione urbana strategica della città. La presentazione presso la Regione del Documento Programmatico Preliminare DPP di Taranto, è propedeutica alla presentazione in Consiglio comunale per l’approvazione del Documento , ed è un passaggio obbligato previsto dal DRAG il Documento Regionale di Assetto Generale che ‘armonizza’ i Piani Urbanistici delle città. Alla conferenza di coopianificazione si è arrivati dopo un lungo percorso iniziato nel 2007, dunque undici anni per giungere al DPP. Un tempo lunghissimo che impone ora di proseguire a grandi passi verso la costruzione di una nuova visione strategica di Taranto anche in considerazione degli ambiziosi obiettivi di rilancio economico e sociale che il territorio si è dato in direzione dello sviluppo alternativo. Ad oggi è stato fatto un importante lavoro tecnico, ma anche di consultazione e di confronto attraverso gli incontri partecipativi svolti presso l’Urban Center di Taranto, conferenze nelle quali è stato comunicato alla città il lavoro dell’Ufficio Urbanistica e sono stati delineati i punti di forza e le criticità del territorio, ed illustrati gli scenari del futuro Piano Urbanistico. Un contesto che vede il futuro delle attività commerciali del Centro storico umbertino, e dei quartieri Italia Montegnaro, Solito Corvisea legato alla riqualificazione urbana e alla capacità di valorizzare il patrimonio naturalistico, culturale e edilizio esistente, ricucendo i pezzi di una città smagliata, cresciuta in modo disordinato. Speriamo che non vi sia la tentazione di andare a riprendere ragionamenti che attengono ad un passato vicino, e che non si guardi con atteggiamento più che possibilista ad uno sviluppo urbanistico in area Cimino. Sarebbe un macroscopico errore, come abbiamo in più occasioni affermato. La città ha bisogno di recuperare i pezzi di una crescita non pianificata che ha prodotto isole urbane che ad oggi sono ancora anonimi dormitori, arricchiti semmai da un centro commerciale e nulla più. Se l’obiettivo deve essere quello di riconnettere la città dal punto di vista paesaggistico, sociale ed economico, non può esservi spazio per nuovi progetti -pensati per una città che demograficamente si è di molto ridimensionata rispetto al passato- di investimento immobiliare in zone che hanno il solo merito di essere vicine a grossi complessi commerciali”.

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