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Dom, Apr

Emergenza abitativa: quali soluzioni?

Emergenza abitativa: quali soluzioni?

Attualità

I Consiglieri comunali di opposizione di Taranto Vietri, Baldassari, Battista e Fornaro evidenziano le intenzioni del Comune di vendere unità abitative acquisite gratuitamente dal demanio, e quindi far cassa, piuttosto che destinarle a famiglie in stato di indigenza

In questi giorni sarà esaminato dal Consiglio Comunale il Piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio comunale un atto propedeutico al bilancio. In riferimento ai contenuti dello stesso, che prevede l’alienazione di ben 35 unità immobiliari, vogliamo evidenziare che Taranto vive una grave emergenza abitativa con centinaia di sfratti esecutivi e di nuclei familiari indigenti assistiti con contributi specifici. Innumerevoli le situazioni d’emergenza abitativa che con ricorrenza si manifestano e che risultano ingestibili per gli stessi uffici comunali, anche  dinnanzi a gravi condizioni di disagio, per la carenza di alloggi disponibili. Eppure, nonostante la difficoltà di reperire unità abitative per assegnazioni fuori dai bandi nei casi di esigenze improvvise, il Comune intende vendere unità abitative semplicemente per far cassa, sacrificando ogni esigenza sociale a calcoli ragionieristici. Un vero paradosso, trattandosi peraltro di abitazioni che nei mesi scorsi, grazie al federalismo demaniale, il Comune di Taranto ha acquisito gratuitamente dal demanio e che, nonostante le stesse abbiano 5 o 6 vani, quindi idonee anche per nuclei familiari numerosi, vengono stimate a un prezzo medio di circa 38 mila euro ciascuna e, dunque, presumibilmente saranno vendute anche a meno. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale annunciava un piano contro la povertà e pertanto ci chiediamo se, collegato ad esso, esiste un piano per fronteggiare le emergenze abitative. Ad ogni modo, poiché l’alienazione di immobili ad uso abitativo comporta che le risorse ricavate siano comunque destinate a sviluppare politiche abitative, invitiamo il sindaco e la dirigenza comunale a fermarsi e a non vendere tali immobili sfruttandoli invece per riservarli alle emergenze. Non intendiamo strumentalizzare un tema così delicato ma ci aspettiamo che si ragioni costruttivamente sullo stralcio di tali immobili dal piano di vendita al fine di destinarli alle famiglie tarantine che potrebbero trovarsi improvvisamente in stato di estremo bisogno. In una città in cui si registra una forte emergenza abitativa sarebbe un assurdità vendere appartamenti, appena ricevuti in dono dall’agenzia del demanio, indispensabili invece per gestire le tante richieste di aiuto che quotidianamente giungono agli uffici dei servizi sociali.

 

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