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Mar, Giu

AM. Amianto nell'area Laf

AM. Amianto nell'area Laf

Attualità

L'Usb denuncia: "Si è verificato il distacco di un pannello con conseguente caduta di alcune parti contenenti la sostanza cancerogena. L'azienda non ha rispettato le norme di sicurezza previste dalla legge”. Deandri (ANMIL Taranto): “Emergenza ancora presente in ex ILVA”

Oggi il sindacato USB ha sporto denuncia dopo aver constatato la presenza di dispersione di amianto in una zona in cui operavano diversi lavoratori nello stabilimento di Taranto di ArcelorMittal. Il 2 aprile, nell'area Laminazione a freddo (LAF) zona decapaggio 2, mentre venivano svolte attività di manutenzione si è verificato il distacco di un pannello con conseguente caduta di alcune parti contenenti amianto. 
L'azienda non avrebbe rispettato le norme di sicurezza previste dalla legge, cioè non avrebbe provveduto all'allontanamento immediato di tutto personale presente nella zona interessata. Così nella nota dell'USB: “Nel capannone c'erano diverse decine di lavoratori delle ditte in appalto che hanno proseguito il loro lavoro ignari dell'accaduto. Inoltre, la stessa azienda, non ha inoltrato comunicazione alle RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) e anche questa mattina i lavoratori hanno svolto le normali attività in presenza del pannello divelto e quindi con il rischio di dispersione di fibre di amianto. Anche in questa occasione ArcelorMittal non ha tutelato la salute dei lavoratori e per questo motivo abbiamo denunciato agli enti preposti”.

 

 
“E’ accaduto di nuovo. Gli operai dell’ex ILVA continuano ad essere seduti sopra un polveriera e il rischio cogente dettato non solo dalle emissioni ma soprattutto dalla presenza d’amianto continua ad essere preso scarsamente in considerazione”.Emidio Deandri, presidente dell’ANMIL di Taranto commenta così l’episodio verificatosi oggi all’interno dello stabilimento siderurgico tarantino, dove ha ceduto un pannello d’amianto durante i lavori di manutenzione nel laminatoio a freddo.
“Dal 2006 al 2018 abbiamo visto andar via dall’interno del siderurgico tarantino tonnellate d’amianto e non conosciamo dettagliatamente i potenziali rischi a cui sono stati esposti quei lavoratori – commenta – e quel pannello che oggi ha ceduto è solo una parte delle 3600 tonnellate di amianto, nel 97% dei casi in matrice friabile, che minaccia la nostra comunità dentro e fuori la fabbrica”.
L' ANMIL chiede nuovamente e con forza ai Commissari Straordinari dell’ex ILVA e all’attuale gestione Arcelor Mittal di conoscere nel dettaglio il piano industriale di risanamento della fabbrica e il crono programma delle stesse e degli interventi non più dilazionabili dell’addendum ambientale.

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