18
Mar, Giu

Violenza di genere. Questione di tempo

Violenza di genere. Questione di tempo

Attualità

Voto unanime della Camera sul c.d. “Codice Rosso”.Ora tocca al Senato approvare il ddl che interviene in maniera decisiva sui tempi relativi ai vari passaggi tra Polizia Giudiziaria e P.M., determinanti al fine di garantire una efficace tutela della vittima. Introdotto il “Revenge Porn” tra i quattro nuovi delitti

Lo scorso 3 aprile 2019 la Camera dei deputati ha approvato il disegno di Legge del Governo volto a inasprire la repressione della violenza di genere e domestica e ad introdurre ulteriori disposizioni di tutela delle vittime intervenendo sul codice penale, sul codice di procedura, sul c.d. codice antimafia e sull'ordinamento penitenziario. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.
Per quanto riguarda il codice di  procedura penale, vengono introdotte modifiche volte a rendere più celere l'instaurazione del procedimento penale per i delitti di violenza domestica e di genere, accelerando dunque anche l'eventuale adozione di provvedimenti di protezione per le vittime.
Si tratta delle misure che sono state definite del “Codice Rosso”, così inteso per rappresentare l’urgenza che verrà attribuita, dalla nuova formulazione del codice di procedura penale, all’iter che interesserà le notizie di reato che concernono la commissione di condotte riconducibili ad alcune tipologie di delitti.
Dunque con specifico riferimento alle notizie di reato relative a delitti di violenza domestica e di genere, le modifiche al codice di procedura penale, previste dal disegno di Legga approvato dalla Camera, prevedono le seguenti innovazioni:
la  polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, riferirà immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale;
alla comunicazione orale seguirà senza ritardo quella scritta;
il Pubblico Ministero, entro 3 giorni dall'iscrizione della notizia di reato, assumerà informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato;
la polizia giudiziaria procederà senza ritardo al compimento degli atti di indagine delegati dal PM e porrà, sempre senza ritardo, a disposizione del PM la documentazione delle attività svolte;
Come riscontrabile dalle nuove disposizioni appena elencate, l’innovazione procedurale consentirà alla Polizia Giudiziaria di poter attribuire carattere di priorità agli adempimenti relativi alla trasmissione delle notizie di reato che presentano elementi tali da poter essere accostate ad ipotesi di violenza domestica o di genere.
La norma stabilisce altresì un termine che viene attribuito allo svolgimento dell’attività del Pubblico Ministero che dovrà, con la massima celerità, entro tre giorni, adoperarsi per assumere informazioni da coloro i quali hanno denunciato i fatti o direttamente dalla vittima delle violenze, qualora la denuncia venga formulata dalla persona direttamente interessata.
Si tratta di novità rilevanti, che saranno dunque inserite direttamente nel codice di procedura penale e che renderanno più efficaci e tempestive le misure da adottarsi per le vittime di episodi di violenza, che potranno godere di una maggiore garanzia quanto ai tempi di trattazione delle proprie denunce, così vedendo sensibilmente diminuite le possibilità che gli episodi violenti possano ripetersi, con risultati più concreti in termini di prevenzione.
Con l’introduzione dei nuovi correttivi al codice di procedura penale, si spera di scongiurare il riproporsi di casi in cui il carico di lavoro degli uffici ha reso intempestiva l’adozione di misure volte a proteggere le vittime in maniera efficace.
Con riferimento al codice penale, vengono introdotti quattro nuovi delitti e cioè la deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (nuovo art. 583-quinquies c.p.), punito con la reclusione da 8 a 14 anni, la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (c.d. “Revenge Porn”, inserito all'art. 612-ter c.p.) la costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis c.p.), punito con la reclusione da 1 a 5 anni. La fattispecie è aggravata quando il reato è commesso in danno di minori e si procede anche quando il fatto è commesso all'estero da o in danno di un cittadino italiano o di uno straniero residente in Italia, il delitto di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387-bis), punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Il Decreto prevede ulteriori modifiche al codice penale con riferimento al delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi.

Fanizza Group Carglass