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Sab, Lug

Liste d’attesa.”Nessuna risposta dai Direttori Generali delle Asl”

Liste d’attesa.”Nessuna risposta dai Direttori Generali delle Asl”

Attualità

Sette domande senza risposta quelle rivolte da sei Consiglieri regionali sull’applicazione o meno del regolamento vigente. “Diffidiamo i direttori generali a rispondere”

Dopo più di un anno di rinvii e di polemiche, lo scorso 21 marzo, il Consiglio regionale di Puglia ha approvato la proposta di legge, presentata da Amati, Cera, Colonna e Mennea “Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità – Primi provvedimenti”. Approvata dunque ma con profondi stravolgimenti, che hanno colpito anche uno dei punti più innovativi e significativi della pdl e dunque la sospensione della attività libero-professionale dei medici (intramoenia) quando i tempi di attesa per le prestazioni rese dal servizio pubblico avessero superato di 5 giorni quelli occorrenti per ottenere una visita privata. Con una nota delle ultime ore i sei Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea evidenziano la mancata risposta da parte dei Direttori generali delle Asl alle sette domande inviate loro sull’applicazione del regolamento regionale su liste d’attesa e attività a pagamento.
“Sapevamo, ovviamente – dicono - che risponderci sarebbe stato molto difficile, perché il regolamento n. 2 del 2016, approvato dalla Giunta Emiliano, non ci risulta sia mai stato applicato nelle sue parti più sensibili e vigorose. E, infatti, proprio la sua disapplicazione ci aveva fatto pensare a una proposta di legge in grado di far rispettare norme già vigenti, a fronte di una chiara violazione ed elusione”. “È passato quasi un mese – proseguono - dalla richiesta e non abbiamo ottenuto risposta, in violazione delle nostre prerogative, e forse perché i numeri potrebbero giustificare l’utilità della nostra iniziativa ingiustificatamente bocciata. Per questi motivi abbiamo diffidato i direttori generali delle Asl, aziende universitarie e Irccs a rispondere con urgenza alle nostre sette domande, riservandoci tutte le iniziative consentite dall’ordinamento in caso di ulteriore inerzia”.

Le domande:
1)Dal 15.2.2016 ad oggi quanti accertamenti d’inadempienza al regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono stati riscontrati?
2) Dal 15.2.2016 ad oggi quante e quali inadempienze sono state riscontrate alle disposizioni aziendali in materia di attività a pagamento (Alpi)?
3) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di disallineamento nei tempi d’attesa, per unità operative e singole prestazioni, sono stati riscontrati tra attività istituzionale e attività libero-professionale?
4) Dal 15.2.2016 ad oggi quanti casi di sospensione o di revoca dall’esercizio dell’Alpi nei confronti di singoli operatori sono stati effettuati?
5) Dal 15.2.2016 ad oggi quante verifiche sui presupposti d’autorizzazione della c.d. Alpi allargata sono state effettuate?
6) Dal 15.2.2016 ad oggi quante autorizzazioni all’Alpi allargata sono state revocate o sospese?
7) Dal 15.2.2016 ad oggi quante attività di verifica sull’esecuzione del regolamento regionale n. 2 dell’11.2.2016 sono state promosse dall’assessorato regionale alla Salute?

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