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Ven, Lug

Ecco perché piovono alberi in città

Ecco perché piovono alberi in città

Attualità

Negli scorsi giorni un altro albero caduto in città a causa del maltempo. Una chiacchierata con un professionista del territorio, il Prof. Salvatore Camposeo, Agronomo specializzato in “Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree”, ci ha schiarito le idee sulle motivazioni alla base di questi episodi

Più di cinquanta interventi da parte dei Vigili del Fuoco, alberi divelti con copiosi danni a suppellettili urbane ed automobili di privati. Un paesaggio apocalittico quello rappresentato dalla costa tarantina il 13 febbraio scorso, quando i venti di burrasca moderata non risparmiarono i cittadini dal rischio di caduta di calcinacci, rami e tronchi.
Col maltempo dello scorso fine settimana non sono mancati nuovi episodi di caduta alberi, e questa volta ad avere la peggio è stato un arbusto sito in Piazza Medaglie d’Oro, luogo frequentatissimo da famiglie e bambini. Fortunatamente l’episodio è avvenuto nella notte fra domenica e lunedì, momento in cui la zona non è vissuta.
Ma anche se il fenomeno della caduta di alberi in zone urbane in caso di pesanti rovesci e vento forte è un fatto comune a molte città italiane, tanto da sembrare “normale” per la quantità di notizie di cronaca sull’argomento, le motivazioni alla radice (ndr, è proprio il caso di dire “alla radice”) del problema risiedono, spesso, in comportamenti poco attenti da parte degli esseri umani.
Alex Shigo, indubbiamente riconosciuto come uno dei più importanti esperti di arboricoltura del Novecento, scriveva: “Gli alberi che crescono nelle foreste si sono adattati a vivere in tale situazione da un lungo periodo di tempo. Quando si mette a dimora un albero in condizioni diversissime da quelle naturali, lo si espone a numerosi futuri problemi”.
Una chiacchierata con un professionista del nostro territorio, il Prof. Salvatore Camposeo dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Agronomo specializzato in “Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree”, ci ha schiarito un po’ le idee.

Quali sono le motivazioni all’origine della caduta di alberi in città?

“Innanzitutto va selezionata la specie: in fase di progettazione bisogna tener conto del fatto che non tutte le specie arboree sono adatte ad essere piantumate in centri urbani. Ad esempio alcune specie forestali come il Pino d’Aleppo (ndr, specie ahinoi molto rigogliosa fra le strade di Taranto), non sono in grado di adattarsi alla pavimentazione stradale, sollevandola con le loro radici ed ammalandosi molto presto. Le specie invadenti in genere, quindi, non dovrebbero proprio essere piantate in città, poiché pericolose per i pedoni e per il traffico veicolare, quindi per la sicurezza e l’incolumità pubblica. Ulteriori errori possono avvenire, invece, nella fase di impianto, cioè nella messa a dimora degli alberi: mi riferisco all’opportuna sistemazione delle aiuole e delle distanze fra di esse, i materiali utilizzati e così via. Ma non ci si deve mai dimenticare che anche nella fase di gestione delle piante possono essere commessi importanti errori.”

Quali i più ricorrenti?

“Faccio un esempio: in un comune del barese c’era un ettaro della piazza principale nella quale dover implementare verde pubblico. La progettazione di questa area urbana è stata il frutto di lavoro congiunto fra architetti e agronomi. Molto spesso, quando si progettano le piantumazioni se ne occupano solo architetti, ingegneri e vivaisti che non hanno competenze specificamente agronomiche. Questo è un grave errore, poiché va riconosciuta centralità al ruolo dei Dottori Agronomi e Forestali, in quanto sono gli unici capaci di inserire degli accorgimenti mirati a prevenire l’insorgere di problematiche successive alla piantumazione come quelle in discussione.”

Ci sono specie in grado di resistere più di altre al vento delle città?

“Non ci sono specie predilette per la città a parte le specie arboree da frutto, poiché la resistenza al vento di un albero dipende da grandezza, foltezza della chioma ed ancoraggio al suolo.”

Si può fare prevenzione per il fenomeno della caduta degli alberi urbani?

“Si deve (ndr, e si fa per legge, almeno in teoria). Sia con l’esame visivo da parte dei tecnici, che con gli strumenti tecnologici in grado di rilevare le eventuali carie interne all’albero da trattare caso per caso con potatura, medicazioni e nelle occasioni più gravi con abbattimento.”

C’è una relazione fra questo fenomeno ed il surriscaldamento globale?

“Una premessa: il clima è sempre cambiato. Siamo nel cuore del periodo interglaciale, cioè nel punto della storia della Terra più lontano sia dalla passata che dalla prossima glaciazione. L’innalzamento della temperatura terrestre è un fatto naturale, ma per quanto riguarda i danni causati dai venti alla vegetazione urbana, questi possono essere influenzati anche dal paesaggio antropico, quindi da palazzi e muri. Porto un esempio della mia esperienza personale: nella strada dove abito, da quando è stato rifatto il muro di recinzione dell’edificio di fronte, il vento sposta le foglie degli alberi in una direzione diversa da quella nella quale le spostava prima. Questo solo perché è stato costruito un muro: potrebbe quindi esserci un legame, ma quantificarlo risulta attualmente impossibile. Tornando al clima, è possibile che esso influisca su queste “tragedie” (ndr, ancora una volta fortunatamente sfiorate), ma una cosa è certa: quando la mano dell’uomo viene mal messa, fa moltissimi danni.”

 

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