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Grottaglie, aerei a bassa quota: i cittadini protestano

Grottaglie, aerei a bassa quota: i cittadini protestano

Attualità

Grido di stanchezza delle Associazioni e Movimenti aderenti al Comitato pro- Aeroporto di Taranto-Grottaglie che comunicano la ripresa a pieno regime dell’attività di training equipaggi della SwissAir che nel mese di febbraio hanno spesso sorvolato, a bassissima quota e in modo continuato, le cittadine presenti in zona. I cittadini vogliono essere informati sulle attività che si svolgono sopra la propria testa

Sembra non placarsi il coro di proteste ad opera del Comitato pro Aeroporto di Taranto Grottaglie, che restituisce le rimostranze dei cittadini della zona, per la ripresa dei voli di "addestramento" degli equipaggi con il nuovo aereo CS 100 (Bombardier) della SwissAir, autorizzati da ENAC e AdP (Aeroporti di Puglia). La Regione (che detiene la maggior parte delle quote), e il presidente Emiliano secondo il Comitato non avrebbero mantenuto nessuna delle promesse fatte alla comunità e ai suoi rappresentanti istituzionali, sull’avvio dei voli di linea e la costituzione di un tavolo tecnico per discutere della questione. Da tempo infatti le associazioni sollecitano un incontro, ma inutilmente. “Anche se il direttore di AdP, Franchini, - spiegano i cittadini attivi - si affanna a chiarire alla stampa che non c’è alcun pericolo, tutto è normale e le esercitazioni sono finite, facciamo notare che ci sono pur sempre i collaudi di droni e continui voli con “touch and up” da parte di aerei militari e, nel futuro, chissà cos’altro succederà”.

In questi ultimi giorni, spiegano gli aderenti al Comitato, “gli abitanti dei paesi attorno all'aeroporto Arlotta hanno persino temuto che aerei civili precipitassero sulle loro case dal momento che atterravano e decollavano di continuo mantenendo una quota bassissima”. “Sembravano sfiorare i tetti, - precisano - Situazione che non si crea quando arriva il gigante cargo Dream Lifter della Boeing dagli Stati Uniti o gli sporadici aerei passeggeri, i quali hanno il loro corridoio di volo definito e prendono subito quota, non disturbando nessuno”.

La concessione 40ennale da Enac alla società AdP non serve dunque a far volare i cittadini, com’è naturale che sia per ogni aeroporto che si rispetti, ma al "test bed" per addestrare piloti e sperimentare aerei con e senza pilota. A tal proposito, si sarebbe udito in zona il frastuono del grosso drone militare bimotore della grandezza di un piper, in volo al buio senza pilota. “Il punto fondamentale – prosegue il Comitato - è soprattutto che la gente è stanca di essere tenuta all'oscuro e reclama il diritto alla mobilità, mediante l’uso di quel gioiello di pista per le proprie esigenze e per quelle dei turisti che desiderano visitare Taranto e tutto l'arco jonico.”
Fondamentale per i cittadini che la Provincia indica una conferenza dei servizi sulla riapertura a pieno regime dell’Arlotta, alla presenza dei sindaci dei comuni interessati “che serva da pressing sulla Regione e sul suo presidente, che ancora una volta trattano questa terra come oggetto a propria disposizione senza tenere in alcun conto le aspettative, le esigenze, e la volontà della popolazione interessata”.

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