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Ven, Dic

L'abbraccio della piazza a Mimmo Massaro

L'abbraccio della piazza a Mimmo Massaro

Attualità

Rabbia e dolore a Fragagnano per l'ultimo saluto all'operaio morto il 10 luglio scorso al IV sporgente del Porto di Taranto. La messa celebrata dall' arcivescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro: "Chi ha competenza si senta responsabile di dare delle risposte e delle soluzioni immediate, senta l’impegno bruciante e scomodo di metterci la faccia e di rischiare veramente per Taranto"

Tanta commozione e tristezza nella piazza di Fragagnano che si è chiusa in un abbraccio attorno alla bara di Mimmo Massaro, vittima dell'incidente avvenuto al porto di Taranto il 10 luglio scorso. A celebrare i funerali del gruista l'arcivescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro che ha invitato ad “accendere una luce vera, efficace ad autentica nelle esequie del caro Mimmo.


“La Parola del Signore- ha detto Santoro- non è una parola vuota, insufficiente, vanamente consolante come quella degli uomini che specie in queste circostanze non riescono ad andare oltre la lista dei “perché”.

Un invito a credere da parte di Mons. Santoro, nonostante il grande dolore che in questo momento travolge la famiglia di Mimmo Massaro e con il quale è chiamata a fare i conti tutta la comunità jonica.

“Se siamo qui oggi, se abbiamo portato Mimmo ai piedi dell’altare, sotto il cero pasquale è perché siamo animati da una speranza più forte del vento che ha sradicato quella cabina, anche se non possiamo nascondere lo sconcerto, l’angoscia e le lacrime”.

L'Arcivescovo rifiuta categoricamente che ci sia rassegnazione per la vita subordinata a qualsiasi altro principio, e ricorda anche la morte di Francesco Zaccaria come quella più recente del vigile del fuoco Antonio Dell’Anna.

“Tutto ciò è assurdo e cinicamente beffardo per i lavoratori e per i tarantini. Quest’ennesima morte è un’altra lezione dolorosa e insopportabile di come le politiche industriali e la complessità del sistema di questo grande stabilimento non siano ancora allineati con il vero benessere dell’uomo. C’è un vento malefico che ogni volta sembra vincere sul vento buono delle rette intenzioni e sullo sguardo propositivo sul futuro. Chiedo per rispetto alla famiglia di Mimmo e per tutti noi che si faccia chiarezza e giustizia. Vorrei gridare ancora una volta «Basta morti; si lavora per vivere, non per morire».
"Ora dico basta al rimpallo di responsabilità, agli impianti fatiscenti, alla logica del puro profitto, basta alla vergognosa strumentalizzazione di questo dolore per qualsiasi motivo. Chi ha competenza si senta responsabile di dare delle risposte e delle soluzioni immediate, senta l’impegno bruciante e scomodo di metterci la faccia e di rischiare veramente per Taranto dove a rischiare e a perire sono solo i poveri! Sono solo i lavoratori. Infine ancora un invito a ricorrere non alla ragione che da sola non è capace di fare luce nell’intimo, di cogliere il dolore che proviamo e fornire la risposta che attendiamo. In questi momenti, conclude l'arcivescovo,abbiamo più bisogno delle ragioni del cuore.

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