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Ven, Ago

Taranto ricorda Nadia Toffa

Taranto ricorda Nadia Toffa

Attualità

Una chiesa gremita quella di Gesù divin lavoratore, nel rione Tamburi, ha voluto ricordare con una messa commemorativa Nadia Toffa, la conduttrice – scrittrice stroncata  lo scorso 12 agosto da una malattia

Una chiesa gremita quella di Gesù divin lavoratore, nel rione Tamburi, ha voluto ricordare con una messa commemorativa Nadia Toffa, la conduttrice – scrittrice scomparsa lo scorso 12 agosto dopo una lunga malattia.

L’iniziativa promossa dal gruppo del “Amici del Mini bar” da cui nacque la campagna per i bimbi malati e veicolata dalla stessa 40 enne, sponsor della maglia “ie jeshe pacce pe te” i cui fondi furono devoluti in favore del reparto dell’oncologia pediatrica del SS. Annunziata.

Sull’altare il libro della nota conduttrice “Fiorire d’inverno”, nel quale si racconta della sua battaglia affrontata con ottimismo e indomito coraggio. Una guerriera la Toffa nel cuore dei tarantini per il suo impegno civile, le sue inchieste contro l’inquinamento della grande industria e in direzione dei più deboli.

“I nostri eroi vivono”, ha spiegato nel suo discorso Milena Cinto, madre di Francesco Vaccaro, il ragazzo deceduto a causa di una malattia, divenuto amico della stessa conduttrice. Esposto anche il Gonfalone del Comune di Taranto, dove lo scorso febbraio era stata consegnata alla stessa Nadia la cittadinanza onoraria. Il generoso slancio ideale, l’empatia rara evidente dal tenore delle sue interviste e l’impavida ricerca della verità divenuta oramai la sua missione, l’hanno resa particolarmente cara e apprezzata.

L’arcivescovo Filippo Santoro ha ricordato “Il suo impegno per la raccolta fondi a favore del reparto di oncologia pediatrica dell'ospedale” quale “segno tangibile della sua bontà e della grandissima sensibilità, dimostrando che una cronaca negativa può essere trasformata in un racconto di speranza”. Citando le parole di Nadia ha aggiunto: “Il Signore mi ha dato questa sfida e io ce la sto mettendo tutta, combatto non bisogna mollare mai, mai! Perché non siamo soli”. “Preghiamo per Nadia, per i suoi cari, per tutti gli ammalati e per la nostra città – ha concluso Santoro - perché con tenacia e fiducia affronti le sue sfide”.

Mancherà il suo sorriso e la sua forza esempio donna combattiva, resiliente metafora immensa di una città che non vuole mollare. 

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