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Mer, Ott

La Villa Peripato oggi

La Villa Peripato oggi

Attualità

Proponiamo alcune foto dell'area verde che si affaccia sul Mar Piccolo. Ai lettori “l'ardua sentenza”

Paradossale che accada in una città nella quale l'interesse per la valorizzazione dell'esistente e la salvaguardia dell'ambiente dovrebbero essere direttamente proporzionali alla gravità degli effetti determinati dall'inquinamento. Questo perché gli errori dovrebbero quantomeno servire ad imparare qualcosa, per esempio ad apprezzare e difendere quello che si ha. Parliamo dell'immagine che offre di sé una delle poche aree verdi di Taranto, peraltro situata nel cuore della città bimare.
La Villa Peripato, nei ricordi e nelle foto che immortalano momenti dell'infanzia di molti tarantini, appare come un posto familiare tra i vialetti, circondati da alberi, e il Mar Piccolo, con grandi leoni a fare da guardia ad un luogo di giochi, spensieratezza e condivisione. Fotografie tristissime quelle scattate poche ore fa, che invece caratterizzano i nostri giorni e che, obtorto collo, proponiamo alla vostra attenzione affinché voi lettori possiate esprimere un giudizio al riguardo.


Quei leoni sono ormai cadenti e mostrano, in alcuni punti, lo scheletro in ferro, oltreché scritte, che imbrattano anche altri punti della Villa, come la statua dell'elefantino che ha una macchia azzurra sotto un occhio, quasi una lacrima.

Gli alberi appaiono pericolanti, a volte sradicati e adagiati sulle stradine. Cumuli di terra e residui di vegetazione qua e là. Recinti rotti, vasche a secco o con acqua sporca. Cestini caduti per terra e lasciati lì. La zona dedicata ai piccoli: i giochi sono posizionati su mattoni spugna, circondati da blocchi di cemento. Dispiace inoltre rilevare che l'unica giostrina per i bambini disabili viene puntualmente occupata dai piccoli normodotati. Una nota di disappunto a tal riguardo!


Parlano da sole poi le immagini relative al teatro che si trova all'interno della Villa Peripato, a tratti deprimente, con strutture in legno abbandonate.
Insomma tutto ciò per dire che avremmo immaginato e voluto un luogo più curato, e anche rispettato, magari un luogo dove viene naturale pensare alla cultura di un tempo, degno di ospitare i busti di Archita e Pitagora. Vialetti ordinati ed un'atmosfera ospitale per passeggiare ricordando magari gli insegnamenti che il maestro dispensava appunto camminando e insieme dialogando con i giovani allievi, ma anche semplicemente per fare sport o chiacchierare piacevolmente a due passi dal mare.

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