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Mar, Ago

Taranto Capitale della Cultura 2022, presentato il dossier

Taranto Capitale della Cultura 2022, presentato il dossier

Cultura

Melucci: "Per noi è la partita della vita, certifica un movimento avviato già nella città"

"La cultura cambia il clima" è il claim della candidatura di Taranto a Capitale Italiana della Cultura 2022. Il dossier presentato oggi alla stampa, nel Teatro Comunale Fusco, è il risultato di una condivisione che ha superato i confini geografici della città, coinvolgendo anche i 12 comuni della Grecìa Salentina in un percorso che trova punti di contatto nella storia, nelle tradizioni, nello stile di vita di queste due aree. Così spiega una nota da Palazzo di Città relativamente alla candidatura del capoluogo pugliese a Capitale della Cultura 2020.

La partecipazione al bando del Mibact era stata già predisposta a marzo, prima che il lockdown rimandasse tutte le attività. Arricchito il dossier legati all’emergenza epidemiologica, rafforzando il tema della sostenibilità.

“Nel nostro dossier c'è più anima – le parole del sindaco Rinaldo Melucci –, altri ne hanno affidato la redazione ad agenzie specializzate perché sono in cerca di una vetrina che aiuti la ripartenza. Per noi è, invece, la partita della vita, perché certifica un movimento che questa città ha già avviato e che vede nella cultura e negli eventi driver fondamentali per la trasformazione della propria immagine. Siamo la città che ha organizzato più eventi e festival dopo il lockdown, siamo contenti di farlo. Condividiamo con gli amici della Grecìa Salentina molte cose, ma soprattutto la consapevolezza che siamo ciò che raccontiamo e, in un progetto, siamo ciò che lasciamo dopo di noi”.

A rappresentare i comuni della Grecìa Salentina, autonomamente in corsa per la candidatura prima di sposare il progetto di Taranto, c'era il presidente e sindaco di Castrignano de' Greci Roberto Casaluci, accompagnato da Massimo Manera che è sindaco di Sternatia e presidente della fondazione "Notte della Taranta". “Da decenni i nostri 12 comuni lavorano sinergicamente sui temi della cultura – ha spiegato –, abbiamo pensato di allargare questo approccio rinunciando alla nostra candidatura e abbracciando la visione di Taranto e la nostra storia comune, puntando sulla contemporaneità dell'elemento ambientale”.

Il documento è suddiviso in "ecosistemi": centinaia di eventi che abbracciano storia, tradizioni, arte, enogastronomia, natura, declinati secondo il tema del cambiamento, molti dei quali il sindaco ha già dichiarato che saranno comunque realizzati.

Anche il presidente Michele Emiliano, attraverso il suo consigliere per l'Ambiente Rocco De Franchi, ha augurato al dossier di fare strada, perché “se Taranto e i comuni della Grecìa diventeranno Capitale Italiana della Cultura 2022 – ha dichiarato de Franchi –, lo diventerà la Puglia intera. Grazie a tutti, quindi, perché costruite nel presente il futuro dei nostri territori”.

“Dovremo vedercela con molte altre città – ha spiegato il vicesindaco Fabiano Marti - la lotta sarà dura, ma abbiamo messo in questo progetto tutte le nostre forze». Ai colleghi assessori Fabrizio Manzulli (Sviluppo Economico, Turismo e Marketing Territoriale) e Ubaldo Occhinegro (Lavori Pubblici, Pianificazione Strategica e Innovazione) è toccato il compito di descrivere i capisaldi del corposo dossier che sarà inviato al ministero”.

A chiudere gli interventi è stato Manoocher Deghati, fotografo franco-iraniano di fama internazionale, vincitore del World Press Photo Award  e membro del comitato scientifico di Taranto Capitale della Cultura 2022. “Taranto è stata per anni una città "vittima" – ha dichiarato –, ora merita questo risultato”.