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Gio, Ott

Falstaff al Teatro Petruzzelli: in scena una tarantina

ph Giuseppe Carucci

Cultura

Intervista al soprano Giuliana Gianfaldoni nel ruolo di Ninetta

Grande successo per il “Falstaff”, l’opera di Giuseppe Verdi, con la regia di Mariano Baudiun, debuttata il 9 ottobre scorso al Teatro Petruzzelli e in scena a Bari fino al 15 ottobre. La storia del grasso e gaudente John Falstaff, che cerca di sedurre due donne maritate ma che finisce per cadere vittima di una lunga serie di intrecci e tranelli amorosi.

L’Orchestra, diretta da uno specialista verdiano, Renato Palumbo, vede tra i protagonisti il soprano tarantino Giuliana Gianfaldoni, nei panni della giovane Nanetta. CosmoPolis ha voluto intervistarla.

Da dove nasce la sua passione per la musica lirica?

“Sin da piccola ascoltavo musica lirica e ho vissuto a Martina Franca, luogo simbolo del Festival della Valle D’Itria. Numerosi artisti transitavano proprio dal ristorante dei miei genitori instillando in me l’amore per le opere. Da lì ho iniziato il mio percorso di studi fino a giungere a Bologna dove è nato tutto.

Il suo compositore preferito?

Di certo Giacomo Puccini. E' il più romantico, il più intenso. Il mio sogno sarebbe interpretare Mimì della Bohème.

Dopo il lockdown com’è stato tornare sul palco?

È stato bello, ma anche molta tristezza per la vita prima della pandemia quando il teatro era gremito di gente. Dal punto di vista del calore era sicuramente diverso. Ora in una sala da 1300 posti se ne occupano al massimo 600, è molto diverso e un po’ dispersivo. Spero si possa tornare ad assaporare la magia di un tempo.

Che ci dice del Falstaff.

È la storia di un uomo un po’ burbero, un po’ eclettico, che vuole assolutamente conquistare tutte le donne, malgrado sia goffo e privo di mezzi, mentre le comari attorno a lui si cimenteranno ad organizzare una serie di scherzi per smascherare il suo carattere divertente.

Il suo personaggio Nanetta, come lo descriverebbe?

Si tratta di una donna molto giovane, spiritosa e indipendente. Innamorata di Fenton, lotta per il suo amore sebbene la volontà paterna la spinga con forza in direzione di un uomo più vecchio.

In questi anni Taranto ha riscoperto la sua identità culturale, può essere la chiave di volta per una riconversione economica?

Sì certamente. Siamo una terra con grandi potenzialità culturali, e la Puglia è ricca di talenti, anche dal punto di vista musicale. Taranto ha poi di recente riaperto le porte del Cinema Teatro Fusco, dove proprio lì, lo scorso dicembre, ho eseguito un concerto lirico. D’altro canto occorre che la politica faccia la sua parte investendo in questo settore. Aprirsi a nuovi orizzonti.