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A Taranto siti storici chiusi per ferie

Cultura
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L’associazione Nobilissima Taranto, alla quale si deve il recupero degli ipogei dell’Isola, denuncia la mancata fruibilità dei beni storici. A tal proposito sabato sera verrà sottoscritto un documento all’ingresso del Parco archeologico di Collepasso, aperto per la Notte dei Musei

Siti storici “chiusi per ferie” a Taranto? Scherzi a parte ma non tanto. Troppi luoghi visitabili abbandonati al degrado o al vandalismo e, se va bene, resi inaccessibili al pubblico e vietati ad un generale uso collettivo a fini culturali e sociali.
Eppure la fruibilità dei siti storici tarantini può essere il lasciapassare per un nuovo modo di intendere lo sviluppo culturale e del corrispondente ramo del turismo, sempre più praticato, in una città che per contro ha sempre ignorato il suo passato, chiudendo gli occhi davanti a qualsiasi demolizione di monumenti storici e ai trafugamenti di millenarie opere dell’ingegno di artisti che il mondo antico ci invidiava.

In questi giorni se n’è parlato durante una conferenza indetta dall’associazione Nobilissima Taranto. Invitati tutti i candidati sindaco, hanno ritenuto di rispondere su questa importante tematica Vincenzo Fornaro, Luigi Romandini e, nelle veci di Franco Sebastio, il candidato e consigliere comunale Ernesto D'Eri. In particolare si è posta l’attenzione sulla ritardata apertura al pubblico del parco archeologico di Collepasso, nelle adiacenze dell’ex Saram, che sarà oggetto di un’apertura eccezionale solo nella serata di sabato 20, e il paventato non utilizzo pubblico del Convento di Sant’Antonio, già carcere posto al centro del borgo e attualmente sede di una parte della Soprintendenza, quasi al termine dei lavori di restauro.

Nella suggestiva cornice dell’ipogeo di Palazzo Gennarini in via Duomo, il presidente dell’associazione, Carmine De Gregorio, ha introdotto i lavori ponendo l’accento sull’importanza di questi siti e sulla loro fruibilità, invitando i vari candidati a prendere a cuore queste problematiche nell' interesse del recupero dell’identità storica della collettività tarantina, e mettendoli al corrente di una nota da parte di Nobilissima Taranto, inviata all’arch. Maria Piccarreta, soprintendente all’Archeologia,Belle arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto, proprio in merito alla mancata e regolare apertura, dell'ormai da tempo completato Parco archeologico di Collepasso . Altra novità negativa, di recente appresa, a detta di De Gregorio, consiste nel pronunciamento della stessa Piccarreta sull’impossibilità di aprire alla fruizione della comunità lo stupendo Convento di Sant'Antonio,a suo dire per necessità della stessa Soprintendenza che già tiene allocati alcuni uffici nel convento di San Domenico, in Città vecchia. Insomma, dicono a Nobilissima Taranto, due sedi requisite e sottratte all’uso sociale e a favore dei visitatori, nonostante la sede ufficiale della Soprintendenza (unica dopo la riforma Franceschini) sia stata “scippata” da Taranto a favore di Lecce.

Di seguito, i candidati sindaco hanno potuto esporre il loro pensiero anche in funzione di un più ampio dibattito sulla fruizione dei beni archeologici e storici introdotto da Giuseppe Loconte, che ha scagliato un vero e proprio atto d'accusa nei confronti dell’amministrazione uscente e dei vari enti preposti, rei di aver nulla fatto sui vari scippi perpetrati sul nostro territorio, ed in funzione di questo ha suggerito di lavorare con più ampio respiro su quello che potrebbe essere la rivisitazione di un piano regolatore che preveda un vero e proprio intervento di recupero archeologico urbano; tanti sono infatti, i siti sparsi per la città erede di Sparta, la cui fruizione dovrebbe essere consentita, in un ottica di diversificazione economica che si basi sulle nostre potenzialità. “Se le associazioni , e nella fattispecie del Circuito degli Ipogei , Nobilissima Taranto, - ha aggiunto Loconte - è riuscita a far tanto, figuriamoci le possibilità che ha un ente pubblico!”. E’ uno sprone ,quindi, a lavorare concretamente al di là dei convegni e dei congressi che durano poche ore.

Non hanno risparmiato critiche al comportamento della Sovrintendenza, i responsabili dell’associazione scopritrice del Circuito degli ipogei, chiarendo che “occorre si ricordi di essere a casa altrui, che il Comune è il proprietario dei beni e che, quindi, è legittimato a decidere sull'utilizzo del Convento di Sant'Antonio, ad esempio, i cui lavori di restauro, va ricordato, sono finalizzati all' istituzione di un polo museale ed a spazi per attività pubbliche e non, come vorrebbe la Piccarreta, o chi si nasconde dietro di lei, come ulteriori contenitori per uffici, concedendo soltanto sporadiche visite per pochi gruppi di visitatori”. “Cosi non va! è la città che deve decidere l’utilizzo dei propri tesori con buona pace di tutti”, ha ribadito Loconte.

In conclusione, Nobilissima Taranto ha proposto un documento unico da far controfirmare ai presenti e, in seguito, anche agli altri candidati assenti. E quale occasione simbolica migliore che farlo sottoscrivere proprio nella serata di sabato 20 al sito di Collepasso, in occasione dell’apertura straordinaria (tra le 19.00 e le 22.00), per la Notte dei Musei? Il dubbio sulla continuità degli accessi ci sta tutto, però. Prova ne sia la mancata riapertura dei siti del Circuito delle Tombe a Camere che, nonostante il regolare affidamento da parte del Comune, restano misteriosamente ancora chiusi.