BREAKING NEWS
Domenica, 25 Giugno 2017
TURNO DI BALLOTTAGGIO - Ore 12:00: affluenza alle urne nella città di Taranto 10,44%. Sette punti percentuali in meno rispetto al primo turno

Tar annulla nomine 5 direttori musei, Degl’Innocenti: “Aspetto il ministro”

Cultura
Typography

A poche ore dalla decisione del Tar del Lazio di bocciare la nomina di cinque dei venti nuovi super-direttori, anche stranieri, dei musei italiani, la direttrice del Museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti si dice serena. “Attendo decisioni del ministro”

Si mostra serena la direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, al telefono con noi, nonostante le sia appena calato sulla testa un fulmine a ciel sereno: la sua nomina bocciata dal Tar del Lazio. Non è difficile immaginarla a colloquio urgente con il ministro Franceschini subito dopo la sentenza da parte del tribunale amministrativo sulla revoca degli incarichi per cinque dei venti direttori dei super-musei; oltre a lei, revocati gli incarichi anche ai direttori dei musei di Mantova, Modena, Napoli e Reggio Calabria, mentre quello di Paestum si è salvato per un errore di notifica del provvedimento.

Alla base della sentenza la partecipazione di cittadini stranieri al bando di selezione. In un primo momento la direttrice, che ha gestito con piglio manageriale uno dei più importanti poli museali al mondo e ha aperto le porte del MArTa a un nuovo modo di intendere la fruizione dei beni archeologici, con musica e laboratori di restauro, per tutte le generazioni ma privilegiando soprattutto i più piccoli, aveva rilasciato una dichiarazione all’Ansa: “Adesso non posso dire niente, solo che aspetto disposizioni dal mio ministro”. Un ministro dei Beni Culturali davvero infuriato, Dario Franceschini, che ha già preannunciato il ricorso al Consiglio di Stato commentando: "Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani e ora il Tar Lazio annulla le nomine di 5 direttori. Non ho parole, ed è meglio...". "Sono preoccupato per la figura che l'Italia fa nel resto del mondo, e per le conseguenze pratiche perché da oggi alcuni musei sono senza direttore. Queste persone avevano lasciato tutto per ricoprire questi ruoli e la riforma stava già attuando un grande cambiamento, ma da oggi è bloccata”, ha aggiunto.

Ma la Degl’Innocenti pare abbastanza fiduciosa: “Si tratta di una sospensione temporanea in attesa degli esiti del ricorso”, ci dichiara. Resta il fatto che, nel frattempo, assumeranno gli incarichi ad interim i “direttori dei poli museali regionali” e lei, pistoiese, aveva rinunciato ad un incarico a tempo indeterminato nella direzione di un museo in Bretagna per venire a ricoprire il ruolo prestigioso nel museo jonico. “Lo so, sarà una sfida. Mi interessa la città e il suo entroterra, mi interessa il Museo e la città operaia. Mi interessa una possibile operazione di valorizzazione e di democrazia culturale”: aveva esordito giungendo a Taranto, fornendo la sua valutazione di "un Sud non arretrato”, con la convinzione che “basti pensare ai grandi passi in avanti con il turismo e con quello che si è fatto negli ultimi anni. Il patrimonio culturale ha ancora potenzialità”. Tenendo fede a quanto si era proposta la direttrice aveva poi in effetti agito cercando di realizzare progetti che legassero, ad esempio,” la realtà del Museo a diverse forme di produzione culturale, compresa la gastronomia, gli itinerari, il turismo”.

A commentare le nomine era intervenuto all’epoca, come voce pugliese, anche il prof. Giuliano Volpe, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici, che dichiarò: “Se avessimo lasciato i funzionari precedenti dopo un concorso internazionale, si sarebbe protestato per questo. Siamo invece di fronte ad un cambiamento: una procedura internazionale, trasparente, una scelta coraggiosa che permette per la prima volta una scelta in base ai curriculum e alle valutazioni. Non si vuole penalizzare nessuno ma solo portare una ventata nuova di energie e idee positive. In Puglia, con la designazione di Eva Degli Innocenti avremo una personalità di indubbia qualità, anche se molto giovane”.
Il TAR però l’ha, almeno temporaneamente, fermata, perché il bando "non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani". così come previsto dal decreto legge 165 del 2001. Inoltre lo scarto dei punteggi tra i candidati meritava "una più puntuale e più incisiva manifestazione di giudizio da parte della Commissione" valutatrice e la scelta di svolgere le prove orali a porte chiuse (anche mediante Skype) non ha assicurato i "principi di trasparenza e parità di trattamento dei candidati".

Queste le motivazioni delle due distinte sentenze. I ricorsi erano stati proposti da Giovanna Paolozzi Maiorca Strozzi e Francesco Sirano, entrambi concorrenti alla procedura. Comunque sia adesso tutte le nomine del 2015 sono a rischio, soprattutto quelle degli stranieri. Persino l'ex premier è intervenuto su Facebook a commentare: "Non abbiamo sbagliato perché abbiamo provato a cambiare i musei: abbiamo sbagliato perché non abbiamo provato a cambiare i TAR". E chissà, potrebbe già essere un’idea per il futuro? Intanto, a Taranto, è sempre tutto da rifare.