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La pizzica tarantina

Cultura
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L'appuntamento è per il 6 giugno prossimo. Lo scopo è totalmente benefico e solidale con le problematiche dei pazienti assistiti dall’ Unitalsi

Madrina della serata è la celebre cantante e musicista Mariella Nava,
Appuntamento con la tradizione e l’allegria, il prossimo 6 giugno al Molo Sant’Eligio di Taranto. Vi si terrà il primo “Festival della Tarànta”, un concerto che punta certamente al recupero delle tradizioni del territorio, ma ha in sé un fine ancor più nobile: l’aiuto di chi oggi è meno fortunato.
L’evento, infatti, è stato fortemente voluto da Unitalsi Taranto e da Piero Melpignano. Lo scopo è totalmente benefico e solidale con le problematiche dei pazienti assistiti dalla medesima Unitalsi.
Madrina della serata è la celebre cantante e musicista Mariella Nava, tarantina doc, che si esibirà con i gruppi Zimbaria , Briganti di Terra D’Otranto, Ajera Mea , Kunteo con Tommy Miglietta, Lu Barcarulu e la formazione jonica Tarantina dei RondARTE.
Inoltre canteranno Elede e Inarte. Per partecipare, è richiesto un contributo minimo di 10 euro che verrà interamente devoluto ad Unitalsi.
Nella Città dei Delfini e dei Due Mari, sottolineano gli organizzatori, ultimamente c’è un vasto fermento e regalare una speranza, un sorriso, è iniziativa lodevole.
Ricordiamo la pizzica è una danza popolare attribuita particolarmente a Taranto e al Salento, ma fino a tutt'oggi diffusa anche in Bassa Murgia. Fino ai primi decenni del XX secolo era presente in tutto il territorio pugliese, assumendo nomi differenti rispetto ai vari dialetti della regione, e veniva spesso confusa con le tarantelle.
Accostata anche ai riti dionisiaci che si tenevano nella Taras magno greca, come possiamo vedere dalle figure dei bellissimi vasi conservati nel Museo archeologico nazional, MArTa, la prima fonte scritta, che oggi si conosca, in merito a questa danza, risale al 20 aprile 1797 e si riferisce alla serata da ballo che la nobiltà tarantina offrì al re Ferdinando IV di Borbone in occasione della sua visita diplomatica nella città. Il testo parla di "pizzica pizzica" come di una "nobbilitata tarantella".
Dal XIX secolo la pizzica si è legata alle pratiche terapeutiche coreomusicali del tarantismo, ma parrebbe accertato che dal XIV secolo in poi musici e tarantolati hanno adoperato per curare e curarsi dal veleno di tarantole e scorpioni, le danze locali del periodo, che si sono succedute lungo il corso dei secoli. Un uso variegato, quindi, nei millenni, per la pizzica pizzica, essenzialmente una danza ludica dei momenti di festa e di convivialità sociale, ma anche per rituali terapeutici delle presunte vittime della velenosa Lycosa tarantula. Fino ad arrivare ad oggi, divenuta un’ottima occasione per aiutare chi ha bisogno.