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Alla scoperta del passato

Cultura
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Appuntamento alle 18.00 di domenica 17 Settembre, presso la Necropoli di via Marche, per una nuova passeggiata archeologica tra gli antichi resti della Taranto Sotterranea ed i siti archeologici a cielo aperto

Successo di presenze sbalorditivo nelle prime domeniche dedicate all'archeologia di Taranto. Appassionati, studiosi, studenti e semplici curiosi provenienti da tutta la Puglia, dalla provincia di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto, stanno contattando l’ATI “Taranto Sotterranea”, gestore del nuovo circuito archeologico urbano, per partecipare in gran numero alle visite guidate della domenica pomeriggio. Un’opera di valorizzazione archeologica della città di Taranto, che inizia con i migliori auspici. Nel programma steso dalle tre cooperative archeologiche Ethra, Polisviluppo e Novelune, la messa in rete delle aree archeologiche rientranti nel circuito ufficiale della Taranto Sotterranea, con aree archeologiche di particolare rilievo storico-monumentale che sorgono dislocate nel tessuto urbano della città. Si è soliti passarci accanto, guardarle, ma senza comprendere realmente la loro valenza archeologica, né la loro effettiva funzione. “Taranto Sotterranea” rilancia, dunque, il concetto di “Museo Diffuso della Città”, facendosi promotori della conoscenza archeologica di tutta la realtà urbana, già a partire dalla prossima visita guidata di Domenica 17 Settembre.
Un nuovo interessante itinerario guidato, a cura del personale specializzato delle tre Cooperative Archeologiche, Ethra, Novelune e Polisviluppo.
Domenica 17 Settembre, alle 18.00, il punto di incontro sarà sempre la Necropoli di via Marche, il più grande settore con destinazione funeraria, attualmente visitabile della polis greca di Taranto. Ma, questa volta, ci si sposterà con i gruppi alla scoperta di altre interessanti aree archeologiche dislocate nelle zone limitrofe.
Un percorso che ci condurrà in Corso Italia, tra i resti dell'antico acquedotto romano, un tempo opera idraulica imponente, proveniente dall'area di Saturo, per alimentare la città di Taranto. La definizione di “Acquedotto delle acque ninfali” deriva dal nome della “Ninfa Satyria”, che si narra abitasse anticamente la località di Saturo, nel comune di Leporano.
Ci si sposterà nella vicina via Emilia, per ammirare i resti del vastissimo circuito murario di età greca (V sec. a.C.), che cingeva la città di Taranto in età classica, per circa 11 chilometri. Resti a cielo aperto, che in pochi conoscono, ma che offrono uno spaccato dell'importanza archeologica di Taranto durante il periodo classico.
Il viaggio continua con l’ennesima esclusiva della Taranto Sotterranea, alla scoperta di un'area archeologica quasi del tutto sconosciuta, mai aperta al pubblico. La suggestiva Tomba a Semicamera, risalente alla seconda metà del III sec. a.C., che sorge in via Alto Adige. Un altro importante spaccato della vasta necropoli tarantina, che oggi torna alla fruizione pubblica.
Ultima tappa, la Tomba a Camera ipogeica, databile ai primi decenni del III sec. a.C., che sorge in via Pio XII. Si accede attraverso un corridoio ove sono conservati la porta litica a doppio battente, dipinta a riquadri – ad imitazione delle porte lignee – ed alcuni blocchi squadrati di carparo con rosette a rilievo in giallo, pertinenti al soffitto della camera funeraria. Per informazioni o prenotazioni è possibile chiamare il numero 347 6122488.