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Venerdì, 17 Novembre 2017
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Teatro, ottime notizie per Taranto

Cultura
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“Teatrominimo”, la scommessa di Zizzi è ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo

Dai primi calendari esposti nell’autunno tarantino, si presagisce una variopinta stagione teatrale e musicale che vedrà (principalmente) sui palchi cittadini dell’Orfeo e del Tatà, l’alternarsi di numerosi artisti, attori, musicisti di fama nazionale e non solo; ma anche i concerti firmati dalla nostrana Orchestra Magna Grecia svolgeranno il loro ruolo per gli appassionati e gli amatori. D’altro canto, è opinione condivisa quanto sia difficile oggi, per gli emergenti, riuscire a poter parlare di loro stessi al passato, in qualità di emersi: questione forse più amara in una città del Mezzogiorno come Taranto, che in questi anni affiora a tentoni da se stessa, ripudiando quel Medioevo culturale colpevole di aver offuscato la visuale a molti nascenti astri locali. Ma ad ogni problema c’è una soluzione, e l’uomo che ci propone la sua è Stefano Zizzi, già attivo nel mondo dello spettacolo e del teatro da molti anni; forse da “sempre” per voler utilizzare un termine più confacente a quella condizione che risiede nell’artista in sé. Entriamo nel cantiere del pianterreno di Via Bari angolo Via Venezia che si trasformerà in un nuovo trampolino di lancio per emergenti.
Si alza una saracinesca, ed una lampadina illumina la stanza sconnessa, proiettando sul pavimento grezzo le ombre del materiale sparso un po’ dappertutto. Si fa fatica a pensare che da questo “buco polveroso” possa nascere un teatro, e forse è il caso di porre i nostri interrogativi a Zizzi.

Da qualche settimana c’è un bel vociare su quest’iniziativa del “Teatrominimo”; ma non è ancora chiaro come possa, uno scantinato, trasformarsi in una fucina di talenti: cosa può dirci di questo progetto?

"Posso dirvi tutto. “Teatrominimo” è un progetto che avrei sempre voluto realizzare nella mia vita, e che finalmente sto tirando su. L’obiettivo principale di quest’attività risiederà nel mettere a disposizione della cittadinanza un luogo dove potersi incontrare non solo per funzioni squisitamente teatrali, ma per condividere la cultura a 360°. Il fatto che si tratta e si tratterà di un luogo di piccole dimensioni, aiuterà quella realtà sommersa degli artisti emergenti, che spesso a Taranto, e non per loro colpa, trovano difficoltà nel potersi esibire dal vivo. Riempire un teatro od un auditorium più grande di questo può essere un punto d’arrivo per l’emergente, il quale dovrebbe sostenere anche degli alti costi d’affitto, ma il fatto di utilizzare uno spazio come questo, un 28 posti per 28 metri quadri (ndr, quota inferiore ai 30 posti del Teatro “Il Moscerino” di Torino), potrà aiutare tante nuove leve a trovare un palco dove potersi esprimere prima per pochi intimi, e poi chissà…"

Certo che è anacronistico, oggi, dar vita a luoghi fisici in ragione della smaterializzazione di ogni settore. Le piattaforme social, forse, sono i nuovi teatri ed i nuovi cinema; le nuove piazze; all’interno delle quali possiamo essere attori e spettatori del mondo intero. Che ne pensa?

"Penso che sia proprio così, ma ho pensato anche a questo: gli spettacoli, poi vedremo in che termini, saranno trasmessi in live streaming. Ci sarà una telecamera puntata sul palco, così l’artista potrà raggiungere anche un pubblico più elevato di quello degli spettatori presenti in sala. Questa è una delle forme di poliedricità che saranno parte del “Teatrominimo”, appunto, realtà che intende raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo (ndr, sforzo tutt’altro che minimo a giudicare dall’operoso lavoro in corso). Oltre a quest’idea dello streaming, ho intenzione di allestire un doppio studio televisivo per la web tv, con un sistema di binari che permetterà di far scorrere le luci nel modo più conveniente alle inquadrature. Oltre al palcoscenico teatrale, ci saranno anche attività di cineforum, mostre d’arte e di pittura, forse un bar, e tanta musica dal vivo in acustico. Ma noi non pagheremo la Siae!"

E allora chiunque gestirà questo posto sarà un fuorilegge?

"No, semplicemente: niente cover band. E se gli emergenti suoneranno i loro brani, avranno modo di esibire la loro creatività, ed essere valutati dalle platee per quello che realmente sono. Con la musica inedita non ci sarà l’obbligo di Siae".

Una buona notizia per tutti quegli artisti che ci credono davvero. Proviamo a raccontare com’è nata l’idea del “Teatrominimo”?

"Questo locale è mio da quindici anni, e l’ho sempre usato come deposito. Una sera dello scorso febbraio, però, mi esibii presso il “Fondo Verri” di Lecce, un luogo di dimensioni leggerissimamente più grandi di quelle del “Teatrominimo”. Così, appena rientrato a Taranto alle due di notte, non tornai subito a casa: mi fermai qui a prendere le misure, perché avevo capito che questo piano terra avrebbe potuto aspirare ad un nuovo destino. Arrivato a casa, iniziai subito a progettare: i lavori di ristrutturazione sono partiti ad ottobre grazie ai contributi di tutti crowdfunders, e sto iniziando anche ad occuparmi delle sponsorizzazioni".

Non è il primo a partire da uno scantinato, ma la storia c’insegna che chi lo ha fatto con solerzia, è stato ben ripagato dall’avvenire. A proposito dell’imminente futuro: quando aprirà i battenti il “Teatrominimo”?

"Lavori permettendo, l’idea è quella di inaugurare a gennaio 2018, probabilmente alla presenza del Mago Forest. L’iniziativa partirà sotto forma di associazione culturale, aperta a chiunque vorrà farne parte, e la meta sarà quella di tenere aperto il “Teatrominimo” dalla mattina alla sera, con una calendarizzazione delle attività per tutti i gusti".

Una bella chance per Taranto ed i suoi figli: un piccolo palco sul quale potranno misurarsi i giovani talenti nostrani, ma anche un dietro le quinte che non sembra arrestarsi al noviziato, magari diventando un posto per pochi intimi quando si tratterà di ospitare qualche “big”. Forse, un’inversione di tendenza che non ci saremmo aspettati: ma non dimentichiamo che il teatro italiano, storicamente, è diventato grande anche grazie a posti come questo; anche grazie alla rivista ed all’avanspettacolo. La ciliegina sulla torta, sarà l’attività bibliotecaria del “Teatrominimo”: 300 libri spalmati su una parete incoraggeranno la cultura del leggere, e, perché no, anche del leggere alle platee nella forma del reading letterario. Nodo al fazzoletto, si aspetta Capodanno per il sipario.