I venerdì culturali di CosmoPolis con Marco Tarantino

Cultura
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Parte un nuovo progetto, targato dal quotidiano e Web tv: CosmoPolismedia. Due volte al mese, al Caffè Marta, si potra discutere di letteratura, arte, fotografia e musica con protagonisti diversi. Venerdi scorso è toccato allo scrittore più originale che il nostro territorio possa annoverare in questo momento. La poetica di Marco è un inno alla libertà. Non bisogna inseguire il mainstream per essere qualcuno. Anzi. Serve altro alle nostre omologate società

Con “Brutti di bosco” di Marco Tarantino, hanno avuto inizio i venerdì culturali di CosmoPolismedia. Appuntamenti con cadenza bisettimanale, momenti di confronto e approfondimento per quanti non si rassegnano all’omologazione del pensiero, all’ovvietà della parola, alla deriva culturale nel quale si è cacciato il capoluogo jonico. Al caffè Marta, in via Pitagora a Taranto, lo scrittore e giornalista Marco Tarantino ha presentato il suo ultimo libro. Ad accompagnarlo, in una chiacchierata divertente, mai banale e spesso controcorrente, il direttore di CosmoPolis - Vincenzo Carriero – il direttore del quotidiano online Oltre il fatto – Francesco Ruggieri – e il rappresentante della Casa editrice “Pufa”, Angelo Mansueto.
Con “Brutti di bosco” – Favole e fiabe di una certa canaglieria, Marco Tarantino si conferma uno dei più versatili e brillanti scrittori della nostra terra. Di sicuro il più originale. Dissacrante, appassionato, fulmineo nei giudizi. Gioca difficile Marco, a differenza di molti suoi colleghi. Sceglie tematiche scivolose, rifugge dal mainstream e dalle mode redditizie del momento. Confuta un genere, quello delle fiabe per l’appunto, ammantato da un buonismo fallace. E’ lo stesso Grimm a ricordarcelo: “Le fiabe per bambini sono mai state concepite e inventate per bambini? Io non lo credo affatto e non sottoscrivo il principio generale che si debba creare qualcosa di specifico appositamente per loro. (…) Quello che i bambini non afferrano e che scivola via dalla loro mente, lo capiranno in seguito quando saranno pronti ad apprenderlo”. Quelli che Marco sparge con la sua scrittura, sono semi di speranza. La speranza di poter continuare ad essere liberi.  Nonostante tutto. Nonostante tutti. Nonostante, persino, noi stessi. “Non so cosa possa determinarsi con i miei pensieri, sempre che possa determinarsi qualcosa. Non ho particolari ambizioni. I miei libri finiscono con l’essere tali, per diventare di quei lettori che volessero leggerli, dal momento in cui è possibile trovarli in giro…”, precisa! “So soltanto che sino a quando ci sarà produzione artistica, a qualsiasi livello, qualsiasi dovesse essere il campo del confronto, letterario piuttosto che musicale o fotografico, l’ambizione che sottende la costruzione dell’uomo imbecille non potrà dirsi completamente avverata”.
Taranto è un esempio di questa omologazione verso il basso. “La Confraternita della pizzella”, gli fa eco il direttore di CosmoPolis, “è forte, pervasiva, decide di questo e quello, è animata da un carrierismo che si coniuga con l’affarismo più deleterio, ma non può arrogarsi il diritto di rappresentare un’intera comunità di 200 mila abitanti. Un giornalismo libero, delle individualità libere, una coscienza libera possono fungere da contraltare alle fiabe non convenzionali, e ricche di speranza, che Marco ci ha regalato con il suo libro”. La sfida, in effetti, è proprio questa. “Riappropriarsi delle identità, senza apparire dei romantici conservatori”,  sottolinea il direttore Ruggieri. Riappropriarsi delle proprie identità, significa credere nella produzione letteraria, nella creazione di sogni, come fa la Casa editrice indipendente: Pufa. “La scrittura irregolare – precisa Angelo Mansueto – è uno sprone per noi. Per conquistarsi uno spazio di reale indipendenza nel mercato editoriale locale, bisogna puntare sulla qualità e non sul politicamente corretto… “.
I venerdì culturali di CosmoPolismedia, in fondo, mirano proprio a questo. Al dialogo. A potersi guardare in faccia nel mentre si parla. Non avendo un computer, un social con il quale imbastire una conversazione muta…