Breaking news
Giovedì, 24 Maggio 2018
Incidente sulla Salina grande. Una Fiat Tipo si ribalta dopo impatto con altra auto. Grave un anziano

Brutti di bosco: i personaggi incanagliti di Marco Tarantino

Cultura
Typography

Gran bella serata, quella trascorsa nei giorni scorsi al Don Chisciotte - Caffè letterario di Laterza. Con la sua ultima opera, l'autore più originale sul quale possiamo contare in questo momento, ci regala un affresco della nostra società. Senza sconti. Con una scrittura asciutta e brillante

«Le fiabe per bambini sono mai state concepite e inventate per bambini? - Se lo chiedeva Jacob L.K.Grimm, rifiutando l'idea di creare qualcosa di specifico per loro. “Ciò che fa parte delle cognizioni e dei precetti tradizionali da tutti condivisi viene accettato da grandi e piccoli, e quello che i bambini non afferrano e che scivola via dalla loro mente, lo capiranno in seguito quando saranno pronti ad apprenderlo». Nei giorni scorsi presso il Mondadori BookStore del Don Chisciotte Caffè Letterario di Laterza abbiamo avuto il piacere di ospitare Marco Tarantino, sangue pugliese nelle vene, acuto giornalista e autore di ben 6 romanzi:   “La prima sorsata di sfiga e altri profondi dispiaceri della vita”, “Vaghe novelle d'altri Maestri”, “Prof & zie. Lo sterrato del profeta”, “La Resa dei vanti” e  l’indimenticabile epopea dei “Fratelli della Costa”. Accompagnato da  Vincenzo Carriero, direttore di CosmoPolis – testata giornalistica indipendente - e da Angelo Mansueto - Responsabile di Pufa Editore.
Tarantino ha presentato la ultima opera letteraria: “Brutti di Bosco, fiabe e favole di una certa canaglieria”, un pamphlet ricercato e sovversivo con il quale sfida gli stereotipi commerciali, smitizzandoli alla radice.  Riflessivo, curioso, decisamente fuori dall’omologazione letteraria , l’autore ama la libertà di pensiero, l’autenticità dell’idea, ed affronta il lettore con il piglio di un guascone moderno. Non teme il giudizio né la parola contraria. Non cerca sentieri illuminati da percorrere. Più tortuosa e buia è la strada, più ci finisce dentro con tutte le scarpe, disposto a zozzarsele all’occorrenza pur di evadere dall’ordinaria didattica delle cose. In tema di dissacrazioni, egli punta il dito contro i luoghi comuni. Quelli del “C’era una volta” e del focolare domestico.
Perché in una Società come questa, disattenta ai valori occorre ritornare alle origini ibride di ciò che i Padri della Fiaba Costituita hanno lasciato ai posteri, guadagnando soldi e notorietà in tutto il mondo. Da Fedro a Esopo, dai fratelli Grimm a Perrault, da Andersen a Italo Calvino …siamo cresciuti all’ombra delle loro penne, tra foreste oscure, streghe ed orchesse antropofaghe,  matrigne satanasse, predoni sessuali con l’aspetto di lupi bavosi, principi necrofili a cavallo e pacioccose fate madrine.
Un incantesimo di qua, una maledizione di là, querce parlanti, buoni e cattivi passati in rassegna con l’innesto della morale bacchettona ad ogni fine atto. Ma, di fatto, cosa fecero questi noti narratori per arraffarsi la gloria? Poco e niente. Si limitarono a pescare dalla massa del folclore popolare immagini e ambientazioni già esistenti, risvoltandoli, truccandoli, ingentilendoli oppure imbarbarendoli a seconda del contesto storico nel quale abilmente speculavano. In “Brutti di Bosco” – 103 pagine, affrescate dal disegno di copertina di Angelica Giovinazzi -  Marco Tarantino ci offre la sua versione, invitando i favolisti ad un Raduno straordinario nel Bosco dove il baricentro è capovolto e la Campana del Cimitero è pronta a suonare sulle vite di  coloro che “vissero felici e contenti”.
"Serpenti tesero agguati, ragni tesero tele, falci attesero al varco, tassi scavarono fosse. L'urlo del peggio cantò la canzone dell'ira, frantumò i buoni, aprì la cella ai cattivi e gettò nel cesso i cliché. Gli assi cambiarono bari, i salmi cambiarono gloria, i santi cambiarono storia. Un'aura canaglia pervase i sentieri e le fronde del bosco incantato...". Incontreremo l’acida  Pera Wiliams - la prima a cadere dal ramo della Consapevolezza e a rompere la banalità dell’Ordine - La malinconica Maga Senga , il Mago Berlino e le sue baldracche, l’ex pastorella Biancanave e la tignosa Strega Belenga, la Mela Smith&Wesson sempre in vena di revolverate. E conosceremo le storie di Fra’ Matteo, il Cappuccino Rosso votato alle buone azioni, della Piccola Fiammiferaia con la passione smodata per Alfred Nobel e le dinamiti, La Volpe veterana di Gettynsburg e i Raggi UVA, L'Incantatrice di Sergenti, Hansel e Merkel - i fratelli tedeschi di Germania- La Bella Dorella e Concesta la Sesta, Gina Regina, madre di Tessa, "la Principessa sul Pisello", 'Gaggio, lo scarrafone con la fissa per l'arte e la bellezza... Principesse flatulenti, sorelle rognose, frutti marci e conigli cattivi, strateghi fottuti e dignitose Sfingi dell’Aldilà …
Marco Tarantino risvolta tutti i princìpi di un Regno ormai in declino insegnandoci, grazie ad una prosa cinica e ad una visione che va oltre le righe , che la Diversità non è sinonimo di sconcezza e di vergogna  bensì una Mission che vale la pena intraprendere. Come andrà a finire? Riusciranno gli otto favolisti, presi di mira dai loro personaggi, a salvare il salvabile? Lo scopriremo insieme, nel prossimo libro. Al Raduno nel Bosco Canaglia.