Fotografia, “Osservando Nan Goldin”

Cultura
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Inaugurata ieri sera la mostra fotografica organizzata dalla Collettiva fotografica femminile “Donne Senza Volto”

Nan Goldin, una delle fotografe contemporanee più famose al mondo per il suo anticonformismo, è omaggiata a Taranto con “Diario pubblico”, vernissage organizzato presso il “Centro della Fotografia Taranto” in via Plinio, 85, che sarà fruibile per i curiosi e gli appassionati del settore fino a fine mese. Hanno presentato l’evento il Presidente del Circolo fotografico “Il Castello”, Raimondo Musolino, la critica Susanna Bertoni, e la fotografa Miriam Putignano. Quattordici in tutto le fotografe della collettiva fotografica “Donne Senza Volto”, che ispirandosi all’artista statunitense, hanno rivisto alcune delle tematiche più rilevanti nella carriera della Goldin, sempre attenta a soggetti della quotidianità, ma osservandoli da una prospettiva tutt’altro che comoda.
Fra le fotografie esposte, abbiamo voluto soffermare il nostro sguardo su due opere in particolare. La prima ritrae una donna che oggi, coi potenti mezzi della lingua inglese, potremmo definire una ragazza “curvy”, intenta a guardarsi in uno specchio sul quale è riportata la scritta: “I’ll be your mirror”. L’autrice, Enza Cartellino, ci racconta: << Il discorso dello specchio mi colpisce particolarmente, perché al giorno d’oggi con gli stereotipi che abbiamo, mettersi davanti allo specchio diventa sempre più complicato, a meno ché tu non abbia i canoni giusti secondo i media. Ma la cosa più bella è accettare il proprio corpo per quello che è. La scelta della frase sullo specchio riguarda una canzone, “I’ll Be Your Mirror” (v. infra): lo specchio come confessore, come momento intimo e personale. Noi siamo circondati da specchi nella quotidianità, e l’unico modo per valutare il nostro stato d’animo è proprio quello di rifletterci in questi specchi. >>
Raimondo Musolino precisa sul tema: << “I’ll Be Your Mirror” è un brano dei Velvet Underground, band notoriamente collegata al mondo della fotografia per le collaborazioni con Andy Wharol. >> E sull’esposizione, in particolare: << Nan Goldin comincia a fotografare dopo la morte della sorella perché si accorge di non avere neanche una sua foto, e grazie a questo noi abbiamo testimonianze della sua vita, e di questa gente un po’ underground, che racconta un pezzo di vita molto importante degli anni ’80. >>
L’altra opera, invece, ritrae una scena che sembra venir fuori dagli anni Beat; quasi un’atmosfera “bukowskiana” dove su un comodino accanto al letto disfatto, troviamo delle bottiglie di alcool rovesciate, ed altri oggetti del vizio. L’autrice è Miriam Putignano: << Ciò che mi ha ispirato è il suo mondo di amici underground, presente soprattutto nei suoi scatti a cavallo fra gli anni ’70 e gli anni ‘80. Una vita fuori dagli schemi: droghe, alcool, sesso occasionale. >>
Gli orari di apertura sono: venerdì 23 17:30-20:30, sabato 17 e nelle domeniche 11, 18, e 25 10:00-12:30, e 17:30-20:30.