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Sab, Feb

L'amore di Pasolini e Sgarbi per Taranto

L'amore di Pasolini e Sgarbi per Taranto

Cultura

Per il critico d'arte, "Il MarTa è il museo archeologico più bello del Sud Italia". Quanto al grande poeta friulano, andrebbero lette le pagine dedicate al capoluogo jonico nel lontano 1959, contenute nell'inchiesta giornalistica "La lunga strada di sabbia"

Un vero e proprio endorsement. Un atto di amore pronunciato con la solita verve espressiva. Senza fare ricorso a perifrasi e giochi di parole. Vittorio Sgarbi, che quando parla di storia dell’arte – e non di politica, per la quale è oltremodo negato - è sempre un piacere ascoltarlo, ha tessuto le lodi del capoluogo jonico: “Taranto è una città bellissima; al pari di Napoli e Pompei rappresenta una tappa fondamentale del Sud Italia”. Quanto al MarTa, il giudizio è ancora più lusinghiero: “E’ il museo archeologico più bello e interessante del Mezzogiorno”. Considerazioni, quelle del critico ferrarese, dispensate a margine dello spettacolo andato in scena l’altra sera al teatro Orfeo: “Le meraviglie d’Italia”. Sgarbi ha letto i riferimenti letterari che Pier Paolo Pasolini dedicò a Taranto in quel pregevole lavoro d’inchiesta giornalistica realizzato nel 1959: “La lunga strada di sabbia”.  Queste le considerazioni del poeta friulano sulla città pugliese: “Viverci è come vivere all’interno di una conchiglia, di un’ostrica aperta. Qui Taranto nuova, là, gremita, Taranto vecchia, intorno i due mari e i lungomari. Per i lungomari, nell’acqua ch’è tutto uno squillo, con in fondo delle navi da guerra, inglesi, italiane, americane, sono aggrappati agli splendidi scogli, gli stabilimenti.” Proprio a Taranto Pasolini scopre quello “spettacolo del brulichio infinito” che lo accompagnerà per tutta la costa pugliese: “Ogni altro brulicare – scrive - già a me noto è nulla, in confronto a questo”.