Il provinciale

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Il ritratto che emerge ne "Il povinciale" è quello di un luogo, l’Italia, teatro di una guerra per la sua collocazione e affermazione politica e ideale, dilaniata da battaglie ideologiche irrisolte, da partigianeria diffusa e da una certa codardia antropologica

Nulla è più lontano da un giornale di un telegiornale. Così scrive Giorgio Bocca ne “Il provinciale” di nuovo nelle librerie a distanza di più di 16 anni dalla prima pubblicazione. Lo scrittore nato a Cuneo, nel 1920 ripercorre “settant’anni di vita italiana” con le contraddizioni tipiche di un paese che traghetta se stesso tentando di affrancarsi ma non riuscendoci mai del tutto. “L’ispirazione irrealizzata di un piemontese che sperava nel corso della sua vita di veder diventare l'Italia un paese normale”, affermò lo stesso Bocca in un’intervista. Ma la normalità a cui fa appello il giornalista ha il volto canonico di un popolo stanco e appiattito, prono oramai a lasciarsi imbonire ora dalla televisione ora da opportunismi e meschinità, o addirittura dalla mafiosità di cui sembra essere pregno il “ceto medio”. Imbrigliato da luoghi comuni e odiose metafore, ma che ha abbandonato lo slancio ideale e la concretezza necessaria per emanciparsi persino da se stesso. Pervaso da una piemontesità condizionante, proveniente da un passato partigiano, Bocca viene additato per la sua schiettezza e per la sua capacità di porsi al di là delle logiche comuni, facilmente spendibili, nazionalpopolari. Considerato antimeridionalista precisa: “Passo per antimeridionale e lo sono nel senso che sono troppo vecchio per essere un'altra cosa. Il meridionalismo, la rinascita del sud li lascio in eredità ai miei figli, ma temo che li passeranno ai nipoti”. Il profilo che emerge è quello di un luogo, l’Italia, teatro di una guerra per la sua collocazione e affermazione politica e ideale, dilaniata da battaglie ideologiche irrisolte, da partigianeria diffusa e da una certa codardia antropologica. Il ritratto di un provinciale dunque che era lo stesso scrittore, ancorato alle sue Langhe, ai suoi monti, e ai ricordi di una giovinezza tra resistenza e carta carbone, e noi, tutti noi, figli e nipoti di un paese che resta, malgrado tutto una grande provincia.

Il provinciale. Settanta anni di vita italiana
di Giorgio Bocca
Feltrinelli (I Narratori), 2007
pagine 296, euro 17