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Due uomini buoni

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Alle soglie della rivoluzione francese due intellettuali spagnoli sono chiamati a recuperare l’Encyclopédie e portarla in patria, perchè "anche nei tempi più oscuri c'è chi ha combattuto per la luce e il progresso" nella speranza di cambiare il mondo

Viviamo in un tempo di rivoluzioni ma non rivoluzionario il cui mantra ossessivo sembra essere la perdita: dei valori, della speranza, delle utopie. Eppure siamo figli di un passato recente che ci ha consegnato il merito del pensiero libero e della opportunità di rileggere profondamente i termini di regole e ruoli precostituiti. Un anelito vissuto in particolari e rarissimi momenti della nostra storia e che vede protagonista l’uomo nella sua pienezza, nella totalità della vocazione a cui è chiamato. E’ da qui che parte Arturo Pérez-Reverte, già reporter di guerra, ma anche divoratore di libri, per lo più consolatori a quanto riferisce lui stesso in un’intervista di qualche tempo fa, che in "Due uomini buoni" (Rizzoli) si muove tra la Spagna e la Francia alla fine del settecento alla ricerca del libro dei lumi, l’Enciclopedia diretta da Diderot e d’Alembert. L’ammiraglio Pedro Zàrate e il bibliotecario don Hermògenes Molina, i due uomini buoni, che partono dalla penisola Iberica diretti alle porte della ville lumière per rinvenire i preziosi tomi. Il viaggio si tradurrà nell’avventura di due personaggi bramosi di illuminazione e galvanizzati dall’atmosfera agitata e in rivolta nella quale tutto sembra essere possibile. Lungo le strade della città parigina dovranno gestire il pericolo, i timori e una certa miseria sociale. L’esplorazione risulterà travagliata ed esaltante perché arricchita dal fascino libertario di chi aspira a sovvertire i codici imposti e recidere capestri per porre le basi di un mondo nuovo. Pérez-Reverte bibliofilo e prolifico narratore ripercorre il passato per recuperare i fili di un discorso avviato ma prematuramente interrotto. “L’uomo ha raggiunto l’apice della libertà nel 1789, poi è cominciato il declino. – ha dichiarato l’autore in un recente intervento - E a noi resta la consapevolezza che quell’epoca d’oro non tornerà. Perché non siamo stati degni di quegli ideali”. Ai due uomini buoni non resta che il tentativo di rammentarceli perchè "anche nei tempi più oscuri, ci sono sempre stati uomini buoni che hanno combattuto per la luce e il progresso. E altri che hanno cercato di fermarli."