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"Satana dentro"

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Il maligno parlava attraverso di lei con una voce da uomo e le ricordava: "Sei mia". Un periodo terribile della vita della ragazza, durato quattro lunghi anni. La storia di possessione demoniaca viene raccontata nel libro di Gianni Svaldi, pubblicato lo scorso agosto, 25 anni dopo i fatti

Cosa accade quando un giornalista agnostico incontra un'esperienza forte come quella di una donna che racconta di aver incontrato il diavolo, di esserne stata posseduta e di aver vinto, dopo un battaglia estenuante, grazie alla fede?
Evidentemente nasce un'interessante occasione di confronto tra due posizioni piuttosto estreme.
"Un punto di contatto tra un laico e una religiosa radicale". A parlare è Gianni Svaldi, oggi direttore responsabile di "Radici Future Magazine"; in passato si è occupato di nera per il giornale di Taranto, Corriere del Giorno, del quale è stato anche direttore.
Gli occhi sono quelli di un giornalista scettico, il suo punto di vista dunque assolutamente laico e slegato da qualunque condizionamento di carattere religioso. Una storia raccontata da chi per mestiere riporta i fatti non poteva che essere supportata da scritti e materiale fotografico. E infatti l'esperienza vissuta da Maria L., pseudonimo utilizzato dall'autore, richiama uno dei pochi casi di possessione demoniaca documentati. Nel libro ci sono dei manoscritti: le lettere inviate da Don Francesco a Padre Cipriano De Meo, come anche pagine del diario della ragazza.
Ciò che spinge Gianni Svaldi ad approfondire un argomento forte come quello trattato nel libro "Satana dentro" è, neanche a dirlo, un fatto ed esattamente la morte di padre Gabriele Amorth, uno dei più grandi esorcisti del novecento, avvenuta verso la fine dell'estate del 2016.
"Mi trovavo a San Severo, nei pressi del convento dove pensavo di poter incontrare padre Cipriano De Meo, ma di lì a poco compresi che, a differenza del suo predecessore, non mostrava una particolare apertura verso i giornalisti. Dunque cercando lui, ho incontrato Maria". Maria, una ragazza di 16 anni al tempo dei fatti descritti nel libro, si racconta. Si avvicina al giornalista e, su una panca, vicino al convento, si ferma con lui a parlare della presenza del maligno nella sua vita.
"Mi ha parlato delle sedute spiritiche per mettersi in contatto con un parente defunto e del momento in cui ha iniziato ad accorgersi di fenomeni strani: raccontava di aver sentito la voce del diavolo nelle orecchie, di essersi accorta che parlava attraverso di lei ma con una voce maschile, che diceva di essersi impossessato di lei".
Tutto è cominciato nel 1994, periodo in cui si era risvegliato un interesse generale verso il satanismo. Film e libri sull'argomento richiamavano infatti una grande attenzione.
"Satana dentro" è un libro scritto a quattro mani: Maria racconta la sua storia in prima persona nel terzo capitolo. Parla delle prime manifestazioni fino a quelle più sconcertanti come l'incontro su un treno con un essere inquietante, che lei ritiene essere il diavolo in persona. Nonostante l'argomento sia forte, dalle pagine del diario della ragazza traspare il grande amore dal quale è circondata mentre porta avanti questa tremenda battaglia: Maria non è mai sola, esce con i suoi amici, la sua famiglia non le fa mai mancare il sostegno, persino alcuni vicini sono pronti ad aiutarla. La fede sembra essere stata la sua grande forza.

L'atteggiamento della Chiesa nel riconoscere questo tipo di esperienza è molto prudente. "Prima di dare per certo lo stato di possessione, la persona interessata viene sottoposta a visite per escludere che vi siano problemi di carattere psicologico o psichiatrico. Maria ovviamente ha fatto questi step e, escluso qualunque tipo di malattia mentale, in lei si presentavano con evidenza una serie di fattori indicati come segni della presenza del demonio: la forza sovrumana, la capacità di parlare e capire lingue non conosciute, la chiaroveggenza e le violente reazioni quando si è di fronte a uomini di Dio o in luoghi religiosi".
Quali episodi, a proposito dell'ultimo aspetto, possiamo anticipare ai lettori?
"La prima volta che la ragazza fu portata dall'esorcista di San Severo, padre Cipriano, ci vollero cinque persone per farla uscire dalla macchina e arrivò da lui fuori di sé. Ancor prima negli anni, quando la giovane dopo una seduta spiritiva aveva assistito ad una manifestazione demoniaca, si era recata in chiesa e dimenata fortemente di fronte alla sua amica che le gettava acqua santa sul volto".
"Un momento particolarmente delicato quello in cui ha incontrato Papa Giovanni Paolo II. Il Santo Padre stava andando in un'altra direzione, poi si è fermato ed è andato verso di lei; di fronte alle sue reazioni, le si è avvicinato, l'ha abbracciata e rassicurata, riportandola alla calma".
Ci sono voluti quattro lunghi anni perché Maria uscisse da questo incubo. Nel libro la protagonista della storia ricorda a chi volesse cercare i propri cari defunti in questo modo che mai uno spirito buono potrebbe manifestarsi in una circostanza simile. Queste le sue parole: "Direi a tante persone, ragazzi in modo particolare, di non approcciarsi a questo mondo terribilmente pericoloso e devastante".
Un'ultima domanda all'autore. E' cambiata la tua idea?
"Ammetto che ci sono alcune cose alle quali non so darmi una ragione, ma continuo ad essere scettico. Non è tutto spiegabile, ma la mia mentalità laica mi induce a non sostenere l'esistenza dell'ultraterreno. Pur cercandolo..."